UTENZE DOMESTICHE. Canone acqua fognaria, dove sono i rimborsi?

Una recente sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che vanno rimborsati gli utenti che hanno pagato il servizio di depurazione dell’acqua anche dove questo in realtà non funziona. I consumatori e con essi le associazioni che li rappresentano hanno predisposto una valanga di ricorsi: in ballo anche dieci anni di arretrati, oltre mille euro per ogni nucleo familiare e in un periodo di "magra" come questo fanno sempre comodo.

Tuttavia sorge subito un problema. Chi deve restituire questi soldi illegittimamente versati dagli utenti? A Genova, ad esempio, i consumatori hanno chiesto a Mediterranea Acque, a Idrotigullio, ad Amter e agli altri «esattori»liguri la restituzione del 32 per cento della bolletta. Ma dato che intasare gli uffici dei Giudici di Pace rischia di essere un autogol, nove organizzazioni dei consumatori hanno deciso di aiutare gli utenti raccogliendo i ricorsi e trattando, per tutti, la restituzione del maltolto.

Le nove organizzazioni hanno preparato un prestampato da indirizzare alla Mediterranea Acque e in copia ai movimenti stessi (Acu, Acom, Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Casa del consumatore, Movimento difesa del cittadino, Lega consumatpri e Codacons) che prevede «la richiesta di informativa sugli impianti di depurazione delle acque reflue esistenti, interruzione della riscossione del canone e rimborso delle somme indebitamente percepite in loro assenza o non funzionalità» E il documento – due cartelle zeppe di richiami a leggi e circolar, scaricabili presso i siti delle varie organizzazioni – non lascia scampo a troppe mediazioni: i consumatori che hanno pagato per un bene che non hanno avuto hanno diritto ad essere rimborsati.

Come si calcola questo rimborso? E´, ovviamente, la parte più difficile della partita: secondo gli organizzatori della rivolta l´importante è partire con la protesta. Poi, per mediare, ci sarà sempre tempo.

Intanto a Grosseto, l’Acquedotto del Fiora Spa, inseguito alle numerose comunicazioni giunte dagli associati, ha inviato una lettera al Movimento Difesa del Cittadino per "informarla delle attività messe in atto al fine di dare nel più breve tempo possibile soluzione al problema".

Innanzitutto – si legge nella missiva – l’Azienda ha immediatamente avviato tutte le attività necessarie per individuare le utenze interessate dalla menzionata sentenza e orientativamente dal 1 gennaio 2009 verranno apportate le dovute correzioni alle utenze in questione, esentandole quindi dal pagamento della quota relativa al servizio di Depurazione

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