UTENZE DOMESTICHE. Lazio, Unc: ancora lontana unificazione tariffaria

Un’Indagine dell’Unione Nazionale Consumatori del Lazio sul sistema tariffario nell’ambito dell’ATO2 Lazio Centrale – Roma ha registrato che, ad oggi non è stata ancora raggiunta l’unificazione tariffaria prevista dalla riforma del Servizio Idrico Integrato: il regime transitorio, iniziato nel 2003, non è ancora finito e questa dilazione si sta ripercuotendo negativamente su moltissimi utenti.

Dall’indagine è emerso che alcuni Comuni applicano tariffe "a forfait" con un canone fisso annuo scollegato dal consumo effettivo dell’acqua contrariamente a quanto previsto dalla legge, altri Comuni applicano la sola "tariffa base" non prevedendo né la "tariffa agevolata" né le "eccedenze", altri Comuni ancora prevedono una tariffa con le sole due voci di "uso domestico" e "uso non domestico".

Il Comune di Ciampino, ad esempio, acquisito da ACEA ATO2 dal 2003, non applica per le proprie utenze comunali la tariffa "agevolata" emettendo una fatturazione che inizia dalla tariffa base. Inoltre, il Comune applica 2 sistemi tariffari diversi: uno per gli utenti del consorzio BARBUTA, e l’altro, per gli utenti del restante territorio. In pratica vuol dire che parte degli utenti di questo Comune, negli ultimi 5 anni, hanno pagato almeno 700 euro in più rispetto, ad esempio, agli utenti del Consorzio BARBUTA insito nello stesso territorio.

Stessa "dimenticanza" della tariffa agevolata per il Comune di Marcellina e Albano Laziale con un aggravio economico, per gli ultimi 5 anni, di circa 1.500 euro a famiglia.

La tariffa "a forfait", con canone fisso annuo senza riferimento al consumo reale, continua a sussistere ancora nel Comune di Saracinesco. Il sistema applicato dall’amministrazione è certamente più rapido perché non esistendo una vera strutturazione per singole voci della tariffa, vengono applicate due sole tariffe, ovverosia quella per l’uso domestico e quella per l’uso non domestico. Ma il più delle volte la rapidità non è sinonimo di efficienza e così, come in questo caso, gli utenti e le famiglie del Comune di Saracinesco potrebbero far valere nei confronti dell’amministrazione un rimborso di almeno € 1.300 in cinque anni. Inoltre ricordato, che il comune dal 2006 al 2008 ha aumentato il canone fisso del + 96,3% per gli uso domestici, mentre per quelli non domestici (anno 2009 al 2010) il canone fisso è aumentato del +95,8%.

Il Comune di Santa Marinella, invece, ha una "filosofia del risparmio idrico" tutta sua: garantisce ai cittadini solamente 72 m3/annui anziché i previsti 92 m3/annui (- 20 m3) per gli usi domestici. Come Unione Nazionale Consumatori del Lazio ci siamo chiesti se forse l’amministrazione comunale non combatta gli sprechi di acqua in questo modo? Si ricorda che il minimo garantito a famiglia è di 250lt/giorno.

L’Indagine ha comunque evidenziato anche i Comuni virtuosi (42 su 76) che stanno applicando la tariffa in maniera corretta: tra questi il Comune di Roma (la cui tariffa sarà applicata a tutti i Comuni dell’ATO2 al termine della procedura di acquisizione di tutti i Comuni da parte di ACEA) e tra gli altri Comuni, l’UNC Lazio ricorda il Comune di Montelanico, Arcinazzo, Trevignano Romano, Frascati, Subiaco, Palestrina, Cave, Cerveteri, Formello, Zagarolo, Allumiere, Tolfa, Lariano, Segni, Subiaco.

Comments are closed.