UTENZE DOMESTICHE. Toscana, illegittimo l’aumento del deposito cauzionale Publiacqua

L’ATO 3 Medio Valdarno dà ragione alla lotta di Confconsumatori contro l’aumento deposito cauzionale imposto da Publiacqua (la società che eroga il servizio idrico a 370.000 utenze, corrispondenti a circa 1.277.000 abitanti delle Provincie di Firenze, Prato, Pistoia e parte di Arezzo)
. Quanto asserito fin dall’inizio da Confconsumatori ha trovato, infatti, finalmente conferma nella decisione presa dall’ATO3 Medio Valdarno che, lo scorso venerdì 17 dicembre, ha dichiarato che l’aumento del deposito cauzionale deve essere applicato solo ai nuovi contratti e non ai contratti già in essere.

"Una decisione che ricalca perfettamente quanto da noi fin dall’inizio sostenuto – affermano i presidenti provinciali di Prato, Marco Migliorati, e di Pistoia Stefano Ragionieri – e che ci dà pienamente ragione sul profilo tecnico-giuridico della questione. Dunque, a dispetto delle accuse ed intimidazioni di Publiacqua contro di noi, è emerso che, invece, avevamo ed abbiano ragione noi quando sosteniamo che la misura del deposito è una norma contrattuale e non può essere modificata unilateralmente dal gestore, pena la vessatorietà e dunque illegittimità della norma".

Inoltre, l’ATO3 ha confermato anche che Publiacqua deve "restituire con la prima bolletta le somme indebitamente prelevate agli utenti che hanno un contratto stipulato da tempo", esattamente ciò che Confconsumatori ha chiesto ed intimato fin dall’inizio a Publiacqua.
"La recente posizione dell’ATO è però un ordine del giorno che Publiacqua dovrà recepire nelle prossime settimane – affermano i presidenti Migliorati e Ragionieri – sarebbe paradossale che il gestore si schierasse contro i Sindaci del Comuni che fanno parte della stessa Publiacqua. Ma dopo le minacce che abbiamo subito, non ci stupiremmo di niente. Per questo continuiamo a consigliare ancora che tutti i cittadini che hanno ricevuto le bollette non paghino l’importo del nuovo deposito cauzionale oppure se hanno pagato richiedano il rimborso, utilizzando in entrambi i casi il modello di lettera predisposta dai nostri legali".

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