UTENZE. CODICI: “Fermare il processo di privatizzazione dell’acqua”

Dal Governo sta per arrivare un bel regalo alle Holding internazionali dell’acqua privata. E’ quanto annuncia il CODICI facendo riferimento al D.L. approvato dal Consiglio dei Ministri, in cui si modifica l’art. 23-bis del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 133.

"Il decreto – scrive il CODICI in una nota – modifica la normativa in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica in tema di gestione del Servizio idrico Integrato, stabilendo che al socio privato sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40% nelle società miste, mentre stabilisce per gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a società quotate o controllate di quote che gestiscono il SPL, che la quota di partecipazione pubblica venga ridotta al 30% entro il 31.12.2012. Di converso significa ampliare al 70 % le quote attribuite al privato".

"Se questo decreto dovesse essere convertito così com’è, l’amministrazione pubblica regalerebbe ai suddetti soggetti interessati molte società e tra queste citiamo:

  • Lazio, Acea Ato 2 ;
  • Calabria, Acque Potabili Spa;
  • Emilia Romagna, Hera Spa – ATO 4 Modena – ATO 8 Forlì- Cesena – ATO 5 Bologna-
  • Veneto, ACEGAS APS Spa
  • Piemonte, SICEA Spa
  • Piemonte, Thega Meditteranea Srl
  • Piemonte, Soc. Az. Condotta Acque Potabili ATO 1

"In questo contesto – aggiunge l’Associazione dei consumatori – oggi apprendiamo la notizia che l’attuale Presidente di ACEA ATO 2, Cremonesi è stato nominato Presidente della Confservizi e questo avviene proprio in questo delicato momento in cui si paventa il rischio paralisi finanziaria per oltre il 60% delle aziende del settore idrico, con conseguente crollo dei livelli di qualità dei servizi. Ci chiediamo quanto questa mossa sia stata oculata per le sorti di Acea".

Pertanto, CODICI auspica fortemente che il processo di privatizzazione dell’acqua venga fermato dal Parlamento e invita i deputati e i Senatori ad agire sul tema a tutela degli utenti deboli e non dei poteri forti.

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