UTENZE. Inchiesta Altroconsumo, acqua del rubinetto eccellente quasi ovunque

Pensare che l’acqua in bottiglia sia migliore di quella del rubinetto è errato. Anzi l’acqua che arriva nelle case spesso è più sicura nonché meno costosa di quella imbottigliata. Altroconsumo lo ha dimostrato con un’inchiesta realizzata in 35 città d’Italia, tra capoluoghi di regione e provincia. Risultato? L’acqua del rubinetto è eccellente a Potenza e Campobasso e in altre 8 città del centro-sud. L’unica città ad essere bocciata per la qualità della sua acqua è stata Reggio Calabria, per le infiltrazioni di sale oltre i limiti consentiti.

Altroconsumo ha verificato le caratteristiche che rendono un’acqua di qualità, come durezza, residuo fisso, sodio, cloriti, nitrati. E anche la sicurezza, controllando in laboratorio se vi fossero inquinanti tra i più insidiosi e incriminati, come metalli pesanti, pesticidi e solventi. Vagliata anche l’eventuale presenza di interferenti endocrini, nuovi contaminanti che potrebbero interferire sul sistema ormonale.

Tutto in regola. Dunque "non bere l’acqua di casa – scrive Altroconsumo – significa rinunciare a un prodotto buono, equilibrato perché oligominerale e super-economico: costa 250 volte meno che l’acqua griffata e venduta in bottiglia". Per questo oggi inizia la campagna Bevi l’acqua di casa: informazioni pratiche, servizi interattivi per sfatare luoghi comuni sull’acqua del rubinetto

Se sul fronte della qualità e della sicurezza non ci sono falle, diverso risulta il discorso sulle tariffe, che sono invece disomogenee da città a città a tal punto da far sì che a Firenze si spenda il 300% in più che a Milano. Lo studio di Altroconsumo ha messo a confronto la bolletta annua su tre diversi profili di consumo.

Una famiglia media, utilizzando 200 metri cubi all’anno, in un anno spende per l’acqua a potabile a Firenze e Arezzo quanto per l’elettricità, oltre 440 euro. Un salasso, visto che a Milano e Venezia, per esempio, la stessa famiglia spende rispettivamente 110 e 154 euro. Nel mezzo tra i due estremi della classifica, esempi virtuosi come Catania, Roma, Catanzaro, Aosta e Campobasso, dove la stessa famiglia spende sotto i 200 euro. Ferrara, Ravenna, Perugia, Genova, Lecce e Bari, invece, seguono le due città toscane nella parte alta della classifica delle più care, tutte ben oltre i 300 euro. "In questo – conclude Altroconsumo – la bolletta del servizio idrico fa acqua da tutte le parti".

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