Ue, verso tutela giuridica collettiva consumatori

BRUXELLES. In Europa si muovono i primi passi verso l’introduzione della tutela giuridica collettiva dei consumatori in tutti gli Stati Membri dell’UE. La Commissaria ai consumatori, la bulgara Meglena Kuneva, ha anticipato a Help Consumatori quali protrerrebbero essere i prossimi strumenti per accrescere la tutela dei consumatori nei Ventisette.

"Sono favorevole all’adozione di un sistema di Collective Redress (letteralmente risarcimento collettivo) in tutti gli Stati Membri dell’Ue, che potrebbe essere il modo migliore con cui i semplici cittadini possano essere tutelati e risarciti collettivamente dai torti delle grandi aziende e delle multinazionali". Questo sistema, del resto molto simile ad un’azione collettiva, si differenzia dal sistema di Class Action americano.

La particolarità del modello statunitense consiste un meccanismo processuale che consente di estendere le tutele riconosciute al primo soggetto a tutti gli appartenenti alla medesima categoria che non si siano attivati.

La Collective Redress invece nasce dall’esigenza di consentire, per ragioni di giustizia, di economia processuale, a chi si trovi in una determinata situazione di unire le propria richiesta di tutela (spesso un risarcimento pecuniario) alle richieste di altri cittadini che si trovano nella stessa posizione nei confronti di una società. "Ho in mente- ha spiegato la Kuneva.- un’azione legale collettiva condotta da uno o più soggetti per conto di se stessi e di altre persone o entità che si trovino in circostanze identiche o simili". L’obiettivo di Bruxelles è quello di evitare "che un consumatore a cui è stato fatto un torto, anche se solo per pochi euro, rinunci ad avanzare questa richiesta e resti quindi privo di garanzie e tutele. Spesso infatti le difficoltà dovute alla distanza, ai ritardi, alle spese di giustizia, agli ostacoli psicologici e ufficiali rischiano di scoraggiare le legittime speranze dei consumatori sulla possibilità che i loro reclami siano ascoltati e siano eventualmente adottate misure riparatrici".

Dati della Commissione rilevano che attualmente in Europa solo dieci Paesi hanno un sistema analogo: Austria, Estonia, Francia, Germania, Lituania, Olanda, Spagna, Portogallo, Svezia e Gran Bretagna. Altri Paesi, come Lituania, Portogallo, Spagna, Svezia e Gran Bretagna hanno sistemi di "Group Action". Altri ancora (Austria, Finlandia, Francia e Germania, Olanda e Gran Bretagna) hanno un sistema diverso, chiamato "Representative Action". Infine Australia, Canada e Stati Uniti hanno il classico Class Action System.

"Nei prossimi mesi lancerò uno studio per analizzare i punti di forza e le debolezze dei sistemi adottati in questi Paesi e solo dopo deciderò se incoraggiare la diffusione del sistema di Collective Redress in tutti i Ventisette o se estendere un modello particolare o se invece pensare alla creazione di una Collective Redress comunitaria che permetta a tutti i cittadini europei che si trovano in una determinata situazione di unire le proprie richieste di tutela". La Commissaria ha sottolineato che in ogni modo, qualsiasi sarà la decisione che verrà adottata alla fine di questo studio, è necessario poter disporre di un quadro di riferimento "omogeneo e coeso" per la difesa del consumatore. "I consumatori – ha detto- dovrebbero potersi avvalere di diritti equivalenti e avere l’accesso a vie di ricorso equivalenti nel caso in cui una transazione finisca male".

La Commissaria presenterà martedì il programma d’azione comunitaria in materia di politica dei consumatori 2007-2013 di cui Help Consumatori ha avuto un’anticipazione. "Stiamo lavorando- ha spiegato la Commissaria- con una legislazione che è vecchia di 25 anni. Il mondo è cambiato, nel frattempo siamo passati all’era digitale ed è quindi necessario adattare la politica di tutela dei consumatori alle nuove sfide che si impongono".

 

 

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