Ugl: RC Auto e trasporti pesano di più al Sud

Se si considera soltanto la spesa alimentare delle famiglie italiane, si ottiene un netto divario tra Nord e Sud, secondo il quale la vita al settentrione sarebbe molto più costosa. E infatti dall’indagine del Sole 24 Ore, pubblicata lo scorso 4 maggio, le prime città nella classifica della spesa per 20 prodotti alimentari di prima necessità sono risultate essere Rimini e Ferrara. All’ultimo posto, invece, si è piazzata Napoli, con una spesa di oltre mille euro all’anno in meno (3.043 euro contro 4.127 di Napoli).

Questo divario di spesa tra Nord e Sud, però, non può essere preso in modo assoluto perché si riferisce soltanto alla spesa alimentare. Ci sono anche altri fattori che incidono in modo significativo sul bilancio delle famiglie italiane.

Per questo l’Ugl, l’Unione generale del lavoro, uno tra i sindacati più rappresentativi in Italia, ha pensato di ampliare l’orizzonte d’analisi ed ha realizzato un’indagine basata su 5 fattori di spesa: le utenze domestiche, l’automobile (assicurazione e carburante), trasporto pubblico locale, nascita di un figlio e mutuo.

Ebbene il risultato di questa simulazione, presentata oggi a Roma, è stato un dato molto più trasversale, che contrasta con la "tradizionale" divisione Nord-Sud e non permette di tagliare l’Italia in due. Ad esempio, il costo delle utenze domestiche fa salire notevolmente il costo della vita al Meridione; questo dato va anche letto alla luce del grave gap infrastrutturale che pesa sul Mezzogiorno e che si traduce in costi aggiuntivi per i cittadini residenti.

"La vita costa, non solo al Nord ma anche al Sud perché dove c’è carenza di un welfare locale adeguato e mancano politiche concrete di sostegno alla famiglia, i redditi sono penalizzati e le spese aumentano". Ha commentato così il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, prendendo parte alla conferenza stampa di oggi.

Lo stesso quadro fuoriesce dall’analisi dei costi dell’assicurazione per l’auto. Se voglio assicurare una vettura a Napoli devo pagare di più perché c’è un maggior tasso di criminalità e dunque le compagnie assicurative hanno rate più alte; in più difficilmente concedono l’assicurazione "da furto e incendio".

Quindi, incrociando la graduatoria del Sole 24 Ore con l’impatto delle singole voci considerate dall’Ugl emerge una nuova graduatoria: ai primi 5 posti troviamo sempre località del Nord (Ravenna, Forlì, Alessandria, Como e La Spezia), ma a seguire ci sono Napoli, Palermo e Caserta che, nella classifica "alimentare" erano rispettivamente al 57° posto, al 49° e al 53°.

Dunque balzo di 51 posti per Napoli, di 45 per Caserta, ma balzo significativo anche per altre città del Nord, come Como che passa dal 44° posto del Sole 24 Ore al 4° posto dell’Ugl, a causa soprattutto degli elevati costi di latte in polvere e pannolini. Discesa consistente per la città di Udine che passa dal 16° al 51° posto, ma anche per Brescia (-32 posti), Pordenone (-31) e Bolzano (-29). La spesa massima, elaborata dal Sole 24 Ore, era stata di 4.127 che era appunto quella sostenuta ogni anno dai cittadini residenti a Rimini; quella ottenuta dall’indagine Ugl è di 18.096, somma che ogni anno pesa sulle famiglie ravennati.

La graduatoria sul caro vita è influenzata anche da fattori quantitativi, come i servizi di welfare locale, e da fattori qualitativi, come l’ambiente e il tempo libero; oltre alla tassazione regionale e comunale che incidono sul reddito disponibile delle famiglie. Dal confronto tra Rimini e Napoli emergono dati interessanti: nel capoluogo campano l’addizionale Irpef comunale e l’aliquota Irap di base sono più alte che in Emilia Romagna.

Ma tra le spese che provocano il sorpasso nella nuova classifica tra Napoli e Rimini sono anche quelle per il bollo auto, per accendere un mutuo e per affrontare la nascita di un figlio. Le città più care da punto di vista delle utenze sono Reggio Calabria, Palermo e Pistoia, mentre le meno care sono Lodi, Varese e Udine. In particolare Reggio Calabria ha il più alto costo di fornitura del gas, pari a 1.411 euro. Le utenze impattano, in termini percentuali rispetto all’elenco del Sole 24 Ore, con un aggravio del 63,8% sulla spesa.

Per quanto riguarda l’automobile, l’indagine dell’Ugl ha preso come riferimento due tipi di vettura: la Fiat Panda 1.2 Dynamic class e la Fiat Bravo 1.6 Multijet Dynamic. Ai primi tre posti della classifica per impatto della RC Auto ci sono Napoli, La Spezia e Caserta. Se consideriamo il trasporto pubblico locale, le città più care sono Palermo, con una spesa di 518,4 euro annuali a testa), Perugia (461,28 euro) e Rovigo (432,4 euro); Asti è la meno cara di tutte con 178 euro di spesa all’anno. Incrociando i costi per l’auto e quelli per il trasporto pubblico locale emerge un maggior aggravio per le città del Mezzogiorno.

La nascita di un figlio, invece, incide di più a Ravenna, Como e Forlì e meno a Lodi, Brescia e Pordenone. Tra Ravenna e Pordenone il prezzo medio di una confezione da un litro di latte in polvere varia da 29,99 euro a 13,41 euro. I pannolini, al contrario, costano di più a Lodi, dove un pacco da venti si paga in media 8,62 euro. A Palermo, invece, si spendono, per gli stessi pannolini, 5,7 euro.

di Antonella Giordano

 

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