Una Carta di impegni per il clima

Una Carta di impegni per combattere i cambiamenti climatici. Impegni per i Governi, doveri per la società civile. Le organizzazioni del Comitato promotore della Marcia per il Clima si mobilitano e propongono al Governo e ai cittadini un documento che individua strumenti e politiche utili e tagliare i gas serra e raggiungere uno sviluppo moderno e pulito. Dall’energia al territorio, dalla mobilità al sistema produttivo, dalla ricerca all’agricoltura e alla biodiversità, sono numerose le iniziative lanciate e gli impegni presi dalle associazioni per combattere i cambiamenti climatici. "Noi vogliamo costruire nel Paese una spinta ed una consapevolezza sempre più diffusa, perchè l’Italia abbracci con forza e coraggio una politica attiva contro i cambiamenti climatici, per mitigarne, nel più breve tempo possibile, gli effetti": è l’impegno di 55 associazioni diverse (ambientaliste, consumeriste, sindacali, sociali, di categoria) che hanno lanciato oggi l’iniziativa.

Occorre che tutti gli Stati con economia avanzata sottoscrivano impegni vincolanti di forte riduzione delle emissioni, rilevano le associazioni, compresi i paesi in via di rapido sviluppo, come Cina e India, che devono contribuire a contenere le emissioni, mentre vanno da subito adottate politiche di adattamento e mitigazione condivise e sostenute economicamente. "Il Comitato esorta dunque il Governo italiano, il Parlamento e gli Enti locali ad assumere obiettivi coerenti con le potenzialità dell’Italia, stabilendo precise responsabilità e meccanismi sanzionatori, chiudendo con la politica del rinvio e con la richiesta di sconti ulteriori che stanno portando il nostro Paese fuori dall’Europa e finiranno per accelerarne il declino economico industriale e sociale".

Quale la strada da intraprendere? Dare pieno slancio alle misure di efficienza energetica, promuovere le rinnovabili nel rispetto del territorio e della biodiversità, "mentre la scelta del nucleare", affermano le associazioni sottolineando la necessità di sviluppare ulteriormente la ricerca, "non deve pregiudicare le risorse finanziarie a danno delle politiche di efficienza e delle rinnovabili", perchè non si può più rinviare "un massiccio investimento nella ricerca a favore delle politiche di efficienza e di sviluppo delle rinnovabili".

Altrettante priorità sono rappresentate dal rinnovo del patrimonio edilizio e dal ripensamento dello sviluppo delle città attraverso la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e territoriale, dal miglioramento della mobilità urbana attraverso lo sviluppo di infrastrutture su rotaia, dalla promozione di politiche agricole ecocompatibili a partire dall’agricoltura biologica.

"Nella convinzione che l’Italia possa e debba essere in prima linea nella strategia UE di riduzione delle emissioni e di sviluppo dell’efficienza delle rinnovabili – affermano le diverse sigle del Comitato in Marcia per il clima – come cittadini e associazioni mettiamo in campo iniziative e impegni concreti in questa direzione, organizzando campagne per diffondere pratiche di risparmio energetico attraverso la modifica degli stili di vita in casa, nella mobilità, nel territorio, per essere attenti negli acquisti alla "classe" degli elettrodomestici, a risparmiare acqua dell’acquedotto, a privilegiare mezzi pubblici e bicicletta, a differenziare quote crescenti di rifiuti nelle nostre case, per consentire forti risparmi di energia nella fabbricazione di nuovi prodotti; investendo nell’efficienza energetica nelle case per dimezzare i consumi di petrolio, applicando collettori solari termici per recuperare un inspiegabile ritardo rispetto agli altri paesi europei, coprendo di pannelli elettrosolari i tetti delle nostre case. Vogliamo facilitare – proseguono le associazioni – con incentivi significativi e semplificazione delle procedure l’adozione di sistemi domestici e per le piccole imprese di produzione di energia alternativa e impegnare i gestori di energia elettrica in campagne periodiche di sensibilizzazione sulle energie alternative. Rilanciamo la cooperazione con gli enti locali per diffondere l’uso di fonti rinnovabili e ci impegniamo per aumentare anche l’efficienza energetica dei motori marini per esercitare una pesca e una acquacoltura responsabili. Promuoviamo il consumo di prodotti agricoli biologici, la filiera corta e l’organizzazione di mercati locali, ma soprattutto vogliamo adottare  come strumento necessario per l’organizzazione delle attività e delle manifestazioni il bilancio preventivo ambientale e azzerare, attraverso azioni di riduzione, contrasto e compensazione, la CO2 emessa".

Per il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, "l’Italia deve uscire dall’isolamento e smettere di boicottare l’accordo sul pacchetto clima-energia ormai in dirittura d’arrivo. Altrimenti, si rischia di compromettere non solo la leadeship europea nella lotta alla crisi climatica, ma anche il futuro dell’economia e dell’industria italiana". Fra gli ultimi provvedimenti, l’associazione chiede la revisione dell’articolo 29 del dl approvato venerdì scorso sulle detrazioni in tema di risparmio energetico.

Questione sulla quale si sofferma anche il Movimento Difesa del Cittadino: "Ci preoccupano particolarmente – ha detto il presidente Antonio Longo – i nuovi provvedimenti del Governo sugli sgravi fiscali per il risparmio energetico nell’edilizia. Così facendo, oltre a ignorare i temi legati ai cambiamenti climatici, il Governo penalizza addirittura chi vuole ottimizzare l’efficienza energetica della propria abitazione, complicando non poco le procedure per ottenere i bonus".

"Iniziative come questa – ha commentato Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori – servono a orientare l’attenzione dell’opinione pubblica verso un problema, quello del clima, che ogni giorno si fa sempre più drammatico".

Kyoto, del resto, rappresenta un "obiettivo minimo" per Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica: "L’Agricoltura biologica – ha detto – sta dando il suo fattivo contributo dimostrando che un altro modello di produzione e consumo sostenibile già da oggi è possibile, riteniamo quindi le posizioni del governo un parafulmine inutile per tutta quella parte dell’economia italiana che non vuole evolvere e pensa di vivere di rendita sfruttando all’infinito il nostro ambiente. A fronte di una crisi economica di dimensioni epocali scegliere il vecchio e non l’innovazione vuol dire condannare questo paese ad una marginalità economica di lunga durata che l’intelligenza e l’originalità del nostro sistema economico non merita".

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