UniCredit, impegno per trasparenza e mutui

Aprile verrà ricordato come il mese in cui la BCE ha deciso, dopo 3 anni che non lo faceva, di alzare i tassi di interesse di riferimento dell’area euro, come conseguenza dell’aumento dell’inflazione. Il costo del denaro, nell’area euro, non veniva ritoccato al rialzo da luglio 2008. Dal 13 aprile 2011, invece, il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’area euro è passato all’1,25%; il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,00% e il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale è diventato dello 0,50%. Questo ha provocato un progressivo e ininterrotto rialzo dell’Euribor, il tasso interbancario di riferimento per il mercato dei mutui. Oggi l’Euribor a 1 mese è all’1,16%, e quello a 3 mesi è all’1,33%.

Help Consumatori ha chiesto quali saranno le conseguenze di tutto questo a Gabriele Piccini, UniCredit Country Chairman Italy.

Dr. Piccini, la Bce ha alzato i tassi d’interesse e quindi la possibile crescita delle rate dei mutui. Cosa ne pensa lei a riguardo?

I tassi d’interesse stanno crescendo e il trend lascia prevedere che possano esserci ulteriori aumenti in futuro. Ma non dimentichiamo che l’andamento degli indici di riferimento per il mercato dei mutui è stato caratterizzato negli ultimi 4/5 anni da eventi che hanno influito fortemente sul comportamento della clientela:infatti, negli anni 2007-2008 l’Euribor 3 mesi ha toccato tassi nell’ordine del 5%; ed a partire dalla fine del 2008 vi è stata una brusca inversione di tendenza e l’Euribor è arrivato a frazioni del punto percentuale, con un forte allargamento della forbice fra tasso fisso e tasso variabile.
Per capire cosa vuol dire un aumento dell’indice di riferimento è utile fare un esempio fra un mutuo a tasso fisso ed un mutuo a tasso variabile erogati negli ultimi due anni quando l’Euribor era inferiore al 2%. Per un mutuo di 120mila euro con durata 20 anni, mediamente chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile ha ottenuto un risparmio rispetto ad un mutuo a tasso fisso IRS20, a pari condizioni di spread, di circa 180 euro al mese. Se ipotizziamo un rialzo dei tassi del 1% superiore a quanto ad oggi prevedibile, il risparmio medio mensile del cliente con mutuo a tasso variabile sarebbe dell’ordine di 120 euro. Per tutelarsi dal rialzo dei tassi, oggi sul mercato esistono nuove tipologie di mutuo che permettono al cliente di poter passare, in modo gratuito, da fisso a variabile, o viceversa, a scadenze o a condizioni stabilite nel contratto.

Secondo lei, che impatto potrà avere questo scenario sulle famiglie e come queste si potrebbero tutelare?

Il rialzo dei tassi avrà inevitabilmente un’incidenza diretta, seppur minima, sull’ammontare delle rate dei mutui immobiliari a tasso variabile, oltre che sui costi del credito al consumo, con effetti sui bilanci delle famiglie. A mio avviso le famiglie si devono tutelare ponendo la massima attenzione nell’acquisizione di informazioni puntuali per effettuare scelte consapevoli. In particolare devono valutare attentamente le caratteristiche degli strumenti bancari e finanziari con cui decidono di indebitarsi ed in particolare il rapporto tra reddito e rate da pagare, affinché il livello di indebitamento sia in linea con le proprie capacita di rimborso, e quindi sostenibile nel medio lungo periodo.

In questo contesto che ruolo possono avere le banche, ed in particolare cosa fa UniCredit a tutela del consumatore?

In generale, ritengo che le banche, oltre ad attrezzarsi per tempo, proponendo soluzioni in grado di sterilizzare gli effetti degli aumenti dei tassi d’interesse, debbano migliorare sempre più la loro capacita di stimolare questa capacità proattiva del cittadino di informarsi, oltre a sviluppare strumenti specifici di tutela del consumatore. UniCredit si sta muovendo proprio in questo solco, da una parte rafforzando sempre più le conoscenze dei cittadini (stiamo lanciando in Italia una serie di iniziative di educazione bancaria e finanziaria anche in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori, e siamo stati i primi in Italia a farlo); dall’altra stiamo migliorando ulteriormente gli strumenti con cui garantiamo la semplicità e la chiarezza nella comunicazione al cliente.

Crediamo davvero di poter contribuire a formare consumatori capaci di realizzare scelte consapevoli e responsabili che riducano, per le famiglie, il rischio di sovraindebitamento.
Questo è per noi è il passaggio da una Protezione del Consumatore formale ad una tutela sostanziale.

Dr. Piccini, siamo partiti dai mutui e siamo arrivati a parlare di Protezione del Consumatore. Qual è a suo avviso il collegamento tra questi due temi?

La risposta più semplice è che per noi Protezione del Consumatore significa sostenere le famiglie nella loro vita reale e permettere loro di non rinunciare ai progetti sul futuro. In questo noi vogliamo esserci ed avere un ruolo attivo e concreto. Vogliamo metterci dal punto di vista del consumatore, e per questo abbiamo scelto di lavorare in forma sistematica con le Associazioni dei Consumatori – AACC, rinnovando nel luglio 2010 un Accordo Quadro con le 12 principali AACC riconosciute a livello nazionale.

Abbiamo quindi avviato con le Associazioni, già dallo scorso settembre 2010, 4 cantieri di lavoro permanenti che si occupano di temi quali trasparenza e semplificazione dei contratti, informativa ed educazione finanziaria per i consumatori, inclusione finanziaria nei territori, reclami e conciliazione paritetica. In forma molto concreta, proprio in uno di questi cantieri abbiamo prodotto insieme alle Associazioni una nota informativa contenente tutti i possibili rischi connessi alla scelta del Mutuo a tasso variabile, che consegniamo a tutti i clienti sia nella fase preventiva che in quella di sottoscrizione del prodotto, così da stimolare una attenta riflessione anche attraverso esempi pratici. Abbiamo inoltre realizzato, sempre insieme alle Associazioni, un decalogo sui Mutui (Mutuo, lo conosci davvero? Le 10 cose da sapere sui Mutui) in corso di distribuzione presso la nostra Rete di agenzie, con il duplice obiettivo di educare i nostri clienti e sensibilizzare la nostra Rete nel porre sempre maggiore attenzione alla trasparenza delle informazioni fornite. A completamento dell’impegno profuso sul tema della trasparenza in relazione ai mutui, sempre nell’ambito dei cantieri di lavoro con le Associazioni, stiamo inoltre lavorando ad una semplificazione del contratto di mutuo.

Qual è, invece, il parere delle Associazioni dei consumatori? Help Consumatori ha raggiunto l’avvocato Gianluca Di Ascenzio, vicepresidente del Codacons.

Come stanno andando i cantieri di lavoro permanenti avviati con Unicredit a settembre scorso?

Il rapporto con UniCredit procede bene perché il Gruppo ha compreso bene che una collaborazione del genere porta buoni risultati. Già il nome "cantiere" fa intendere il tipo di approccio che c’è dietro, cioè la volontà da parte di entrambi di essere più vicini al consumatore, di fornirgli informazioni che gli consentono di comprendere meglio come agire e di conoscere i servizi a sua disposizione. C’è poi la possibilità di accedere alla procedura di conciliazione per risolvere le controversie. I risultati di questi cantieri sono quindi positivi e c’è l’impegno, da parte di entrambe le parti, di proseguire. Stiamo valutando ulteriori percorsi da avviare, alla luce delle nuove normative europee e di quello che presenterà il mercato. Attraverso incontri di educational sul territorio affronteremo varie tematiche di tutela del consumatore, dalle carte revolving, alle conseguenze del rialzo dei tassi di interesse. Unicredit ha confermato la sua disponibilità al dialogo.

A proposito di rialzo dei tassi di interesse, quali sono le conseguenze per i consumatori?

Purtroppo quella del rialzo dei tassi di interesse è stata una brutta notizia. Il momento, come sappiamo non è positivo. La disoccupazione dilaga e l’Italia stenta a crescere; la crisi dei consumi in tutti i settori è stata annunciata da tutte le associazioni di categoria. Il rialzo dei tassi è un ulteriore elemento che metterà in difficoltà le famiglie italiane e tutti i consumatori. Noi cercheremo in qualche modo di arginare questa situazione, ma le famiglie non sanno più quali contromisure prendere e resta difficile guardare con ottimismo al prossimo futuro.

Il rialzo dei tassi, oltre ad avere ricadute sulle rate dei mutui, ha conseguenza anche sui costi dei conti correnti?

A proposito dei conti correnti l’Antitrust ha già aperto un’istruttoria sulla tassa sul prelievo del contante allo sportello. Se da una parte abbiamo in piedi iniziative con i grandi gruppi bancari e con Abi per cercare di dare trasparenza ai costi dei servizi, dall’altro lato non potremo non intervenire sulle banche per cercare di tagliare le spese che non sono necessarie. In passato ci sono stati strumenti normativi per aiutare le famiglie, come la dilazione del pagamento delle rate dei mutui, ma questa non è una soluzione reale né strutturale per un settore estremamente in crisi. A tal proposito basta vedere il confronto con gli altri Paesi europei che si stanno riprendendo dalla crisi, mentre la nostra economia è al palo. Sicuramente il rialzo dei tassi di interesse comporterà un aumento del costo del denaro e questo verrà sopportato dal cliente finale, ma sono anni che noi Associazioni denunciamo l’eccessivo costo dei servizi finanziari e dei conti correnti. Ognuno deve fare la sua parte e in un momento di crisi delle famiglie bisogna intervenire strutturalmente per tagliare i costi della filiera. Da parte nostra daremo informazioni per segnalare ai consumatori quali sono le opportunità di risparmio, aiutandoli a scegliere i prodotti migliori sul mercato. Sicuramente non sarà un compito facile.

I consumatori dovranno informarsi meglio e le banche, invece, cosa dovrebbero fare?

Le banche devono assolutamente tagliare i costi non necessari dei servizi e cercare di incrementare l’attività di collaborazione con le Associazioni dei consumatori intervenendo anche a livello strutturale. Certo che provvedimenti come la tassa sul prelievo del contante allo sportello non vanno in questa direzione e noi non possiamo far altro che stigmatizzare azioni di questo genere.

Per quanto riguarda i mutui, ci sarà una migrazione verso il tasso fisso visto l’aumento costante dell’Euribor?

Questa potrebbe essere una delle contromisure che alcune famiglie potrebbero prendere. Sappiamo che in passato non è stato semplice rinegoziare il mutuo o cambiare banca. Gli istituti hanno attuato pratiche che hanno ostacolato la concorrenza in questo senso e noi punteremo i riflettori verificando che non ci siano più questi ostacoli. In caso di scorrettezze denunceremo all’Antitrust e ai vari organi di vigilanza.

 

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