Uso dati biometrici, Garante bacchetta le banche

Privacy e sicurezza non sempre vanno di pari passo. Su 92 filiali di uno stesso gruppo bancario ben 82 sono dotate di un sistema di rilevazione delle immagini delle impronte digitali e del volto senza che vi siano documentati motivi di sicurezza. Queste e altre criticità sono emerse da un’azione di controllo a livello nazionale effettuata dal Garante Privacy, in collaborazione con la Guardia di Finanza, sull’uso dei dati biometrici da parte degli istituti.

Il problema è che spesso l’uso di questi dati è sproporzionato alle finalità perseguite. Dagli accertamenti non è risultato, infatti, che l’adozione degli impianti biometrici sia connessa ad esempio a precedenti rapine subite, né che le filiali siano situate in aree particolarmente a rischio.

Tra le problematiche emerse c’è anche quella dell’assenza di una alternativa per quei clienti che non intendano o non possano avvalersi dell’impianto biometrico. Ora gli istituti dovranno adeguarsi garantendo anche l’adozione della procedura telematica prevista per inviare al Garante le comunicazioni o le richieste di verifica preliminare relative ai sistemi biometrici attivati o che intendono attivare presso le proprie filiali.

Da sanare, infine, le numerose irregolarità che sono state riscontrate nei tempi di conservazione delle immagini, risultati sempre più lunghi dei sette giorni previsti dalla data di registrazione, e nell’informativa poco chiara o incompleta o che non segnala affatto le telecamere posizionate ad es. su un bancomat o presso aree riservate. Nei casi più gravi alle banche sono state altresì contestate sanzioni amministrative per inidonea o omessa informativa.

 

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