VINO. Commissione Ue propone riforma radicale del settore

Aumentare la competitività dei produttori europei di vino, rafforzare la notorietà dei vini europei, riconquistare quote di mercato, ripristinare l’equilibrio tra offerta e domanda e semplificare le norme, salvaguardando nel contempo le migliori tradizioni della viticoltura europea e rafforzando il tessuto sociale ed ambientale delle zone rurali. Questi gli obiettivi della riforma dell’organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo proposta dalla Commissione Europea.

"Nonostante il nostro retroterra storico e la qualità di moltissimi vini europei – ha spiegato il commissario Mariann Fischer Boel, responsabile dell’Agricoltura e dello Sviluppo rurale – il settore vitivinicolo deve affrontare gravi problemi. I consumi scendono e le esportazioni in provenienza dai paesi del Nuovo Mondo stanno invadendo il mercato. Il fatto è che in Europa stiamo producendo troppo vino per il quale non ci sono sbocchi di mercato e spendiamo troppi soldi per smaltire eccedenze, anziché rafforzare la qualità e la competitività".

Il piano in due tappe comincerebbe con misure destinate a riequilibrare l’offerta e la domanda prima di concentrarsi sul rafforzamento della competitività, passando per l’abolizione del regime dei diritti di impianto. Il piano prevede l’offerta di incentivi ai produttori per estirpare i vigneti non redditizi, l’abolizione di misure di sostegno del mercato che appartengono ormai al passato, come la distillazione, mentre le norme che disciplinano l’etichettatura e le pratiche enologiche verrebbero semplificate e snellite.

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