VINO. Ok della Commissione UE a proposta riforma Ocm

BRUXELLES.Applicare a tutti i vini le stesse regole di base in materia di etichettatura, vietare lo zucchero nelle botti europee, indicare su tutti i vini l’anno della vendemmia e il vitigno e riservare uno specifico stanziamento di bilancio alla realizzazione di campagne di informazione destinate a spiegare le indicazioni geografiche europee ai consumatori dell’Unione europea e dei paesi terzi. Sono questi alcuni degli obiettivi della proposta di riforma dell’organizzazione comune del mercato vitivinicolo adottata oggi dalla Commissione europea.

Un punto cruciale della riforma è far un uso migliore delle risorse di bilancio disponibili (1,3 miliardi di EUR) che rimarranno comunque invariate. In base alla proposta saranno immediatamente soppresse tutte le misure di sostegno del mercato dimostratesi inefficaci, come i vari aiuti per la distillazione, il magazzinaggio privato e le restituzioni all’esportazione.

Secondo la commissaria Mariann Fischer Boel, la riforma "ridarà vigore al settorevitivinicolo europeo e ci permetterà di riprendere il nostro giusto posto come i migliori produttori al mondo". La discussione della riforma ha impegnato la Commissione per piu’ di un anno ed e’ nata dal fatto che da anni i produttori europei stanno perdendo quote di mercato, sia nel traffico interno alla Ue, sia a livello internazionale.

Questi sono alcuni degli elementi della proposta:

Sarà proibita anche l’aggiunta di zucchero per arricchire il vino, il cosiddetto"zuccheraggio", e sarà soppresso l’aiuto per l’utilizzazione di mosti per l’arricchimento, che era stato istituito per compensare il costo superiore del mosto rispetto allo zucchero. La distillazione di crisi sarà sostituita da due misure di gestione delle crisi, finanziate a partire da dotazioni finanziarie nazionali. Una parte più cospicua di risorse andrà a finanziare la promozione dei vini europei, in particolare sui mercati dei paesi terzi. Per un periodo transitorio di cinque anni saranno mantenute in vigore le restrizioni agli impianti e i produttori non competitivi avranno la possibilità di abbandonare il settore con un aiuto finanziario interessante. Dopo il 2013 saranno abolite le restrizioni agli impianti per permettere ai produttori competitivi di espandere la produzione, se lo desiderano.

Saranno semplificate le regole in materia di etichettatura e l’UE adotterà alcune pratiche enologiche ammesse da tutti i paesi produttori che fanno parte dell’Organizzazione internazionale della Vigna e del Vino. L’etichettatura risponderà alle esigenze dei consumatori in quanto sarà più semplice e permetterà, in particolare, per la prima volta ai vini europei senza indicazione geografica di indicare in etichetta il vitigno e l’annata, in modo da rispondere alla domanda al consumo di vini monovitigno. La politica della qualità si baserà sull’origine geografica dei vini. Gli Stati membri riceveranno una dotazione finanziaria nazionale e potranno scegliere all’interno di una gamma di misure quelle più adatte alle situazioni locali. Saranno trasferite maggiori risorse allo sviluppo rurale per finanziare misure come l’insediamento dei giovani viticoltori e la protezione dell’ambiente.

Promozione e informazione: la Commissione intende portare avanti condeterminazione una politica di promozione e informazione responsabile, alla quale saranno riservati 120 milioni di euro a partire dalle dotazioni nazionali per le misure di promozione nei paesi terzi, cofinanziate al 50% dall’UE. Saranno attuate nuove campagne di informazione all’interno dell’Unione europea sui vini a indicazione geografica e sul consumo responsabile e moderato di vino, con un tasso di cofinanziamento più elevato pari al 60% per queste ultime.

Protezione dell’ambiente: ammettere tutte le superfici vitate al regime del pagamento unico significa estendere l’applicazione delle norme ambientali previste dalla condizionalità, la quale si applicherà anche a tutte le superfici estirpate. L’estirpazione, la ristrutturazione dei vigneti e la vendemmia verde saranno subordinate al rispetto di requisiti ambientali minimi e saranno riservate maggiori risorse alle misure agroambientali nell’ambito dello sviluppo rurale.

Comments are closed.