VINO. Parlamento Ue detta la linea per una riforma del settore

No all’espianto massiccio dei vigneti, etichettatura semplice e trasparente, protezione delle indicazioni geografiche, tramite la promozione di un registro internazionale. Questi i punti principali della relazione oggi adottata dal Parlamento Europeo per una riforma del settore vitivinicolo.

In particolare, il Parlamento non concorda con l’approccio della Commissione in materia di espianto. Tale misura, infatti, sarebbe volta a ridurre la produzione e la manodopera utilizzata nel settore "anziché puntare sul controllo della produzione attraverso misure di regolamentazione dell’offerta e della domanda". Teme quindi che «impedirà il rafforzamento auspicato della competitività del settore vitivinicolo». La decisione di abbandonare definitivamente la produzione dovrebbe invece spettare al produttore, mentre ogni Stato membro o regione dovrebbe poter fissare un massimale autorizzato flessibile per l’espianto in ogni regione e scegliere le categorie di vino che avranno la priorità.

In tema di etichettatura, secondo i deputati questa "non dovrebbe essere più complicata dell’etichettatura dei vini provenienti dai paesi terzi». Inoltre, sostengono che le pratiche enologiche non consentite nell’UE dovrebbero figurare chiaramente sull’etichetta delle bevande importate «al fine di proteggere l’immagine del vino".

Al fine di consolidare il riconoscimento e la protezione su scala mondiale dei vini di una determinata provenienza geografica, nella relazione si chiede alla Commissione di fare "tutto il possibile" per rafforzare la protezione delle indicazioni geografiche, in particolare nel contesto dell’OMC e degli accordi sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (ADPIC), in vista della creazione di un registro multilaterale per i vini e i superalcolici che consentirebbe una più efficace lotta contro la contraffazione e contro ogni forma di abuso delle indicazioni geografiche europee e delle denominazioni tradizionali nei paesi terzi. E’ anche sottolineata la necessità di concludere accordi bilaterali con i paesi terzi riguardo al commercio del vino, sulla base del riconoscimento reciproco e della protezione delle indicazioni geografiche.

Per il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro "Il voto di oggi sul rapporto di iniziativa sulla riforma dell’OCM vino segna un primo significativo risultato su tre punti essenziali: il limite all’estirpazione, il mantenimento dell’aiuto ai mosti per l’arricchimento e il rifiuto di miscelarli con mosti extraeuropei. Su questi primi risultati, che erano obiettivo centrale del governo e sulle quali ci eravamo confrontati nell’incontro avuto il 23 gennaio con i parlamentari europei italiani, occorre far leva nel prosieguo dell’iter legislativo vero e proprio".

Il raggiungimento di risultati su estirpazione e mosti, si deve all’ampia convergenza della deputazione italiana e di altri paesi del Mediterraneo attorno alla relazione della deputata socialista greca Batzeli e di un emendamento specifico dell’intero gruppo socialista sull’aiuto ai mosti. "La tutela dei nostri interessi – ha concluso De Castro – non deve essere pensata come atteggiamento nazionalistico e conservativo. Ci muoviamo nel segno dei principi più innovativi della PAC, incentrati sulla salvaguardia paesaggistica ed ambientale e sulla promozione del patrimonio autoctono come fattore dinamico di competizione internazionale".

 

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