VINO. Riforma OCM, Confagricoltura si rivolge al Parlamento Ue per difendere la qualità

Proseguono le azioni del settore agricolo nazionale in risposta alle proposte di riforma dell’Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo. Per portare avanti le proprie istanze in sede comunitaria, Confagricoltura si è incontrata con l’On. Giuseppe Castiglione, relatore al Parlamento europeo sulla riforma. Questi i punti saldi della proposta degli imprenditori agricoli italiani per garantire la qualità del prodotto: mantenere il divieto di zuccheraggio, non toccare i vincoli di indicazione sulle etichette dei vini di pregio; evitare la competizione selvaggia sul mercato.

Niente zucchero nel vino. Questa rimane la richiesta cardine da parte degli agricoltori italiani. Il confronto con un esponente del Parlamento Europeo costituisce "un’occasione importante – sottolinea Confagricoltura – per i produttori, che hanno avuto la possibilità di affrontare gli elementi più critici della proposta, insieme a colui che riporterà al Parlamento europeo le modifiche e gli emendamenti". "Occorre un’azione vigorosa – ha dichiarato il presidente della federazione Federico Vecchioni – per migliorare la proposta di riforma dell’OCM vitivinicola".

Oltre al mantenimento del divieto di zuccheraggio, Confagricoltura, propone di migliorare il testo della riforma OCM vino su altri tre argomenti:

  • Lo svilimento dei vini di qualità, che conseguirebbe dall’autorizzazione dell’indicazione del vitigno e dell’annata per i vini da tavola e dalla riduzione dei vincoli previsti per i vini Doc;
  • I pericoli di mercato legati alla soppressione delle varie forme di gestione dell’offerta ed al divieto delle "prestazioni viniche";
  • La competizione selvaggia, derivante dalla liberalizzazione dei diritti di impianto e da incentivi all’estirpazione.

Confagricoltura ha presentato un ampio pacchetto di proposte, elaborate con la collaborazione di esperti dell’INEA (Ente Nazionale di Economia Agraria) e dell’Università di Napoli.

 

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