VINO. Ue approva riforma della PAC

Conferire equilibrio al mercato vinicolo e aumentare la competitività dei vini europei. Questo l’obiettivo della riforma della Politica agricola comune adottata oggi ufficialmente dal Consiglio dei Ministri della Ue, già oggetto di un accordo politico tra i ministri dell’Agricoltura nel dicembre scorso. Lo rende noto la Commissione europea in un comunicato.

La riforma consente una rapida ristrutturazione del settore, poiché include un regime triennale di estirpazione su base volontaria volto ad offrire un’alternativa per i produttori che non sono in grado di far fronte alla concorrenza e ad eliminare dal mercato le eccedenze e i vini non competitivi.

Inoltre, garantirà la protezione dell’ambiente nelle regioni vinicole e la salvaguardia di politiche di qualità tradizionali e consolidate e semplificherà le norme di etichettatura nell’interesse di produttori e consumatori. A partire dal 1° gennaio 2016 sarà inoltre abolito il sistema estremamente restrittivo di diritti di impianto a livello dell’Ue. La Commissione europea darà ora inizio al processo di adozione dei primi regolamenti sulle modalità di applicazione per far sì che la riforma possa entrare in vigore il 1° agosto 2008.

"Possiamo ora procedere – ha commentato la commissaria per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Mariann Fischer Boel – con gli ultimi preparativi connessi all’entrata in vigore del nuovo sistema nel mese di agosto. Anziché sprecare risorse per eliminare le eccedenze, grazie alla riforma potremo concentrarci sulla sfida alla concorrenza e sul recupero di quote di mercato. Mi auguro che gli Stati membri facciano buon uso dei nuovi strumenti disponibili."

Questi i principali aspetti della riforma vitivinicola:

  • Dotazioni finanziarie nazionali: consentiranno agli Stati membri di adattare le misure alla loro situazione particolare.
  • Misure di sviluppo rurale: una parte dei fondi verrà trasferita a misure di sviluppo rurale riservate alle regioni vitivinicole.
  • Diritti di impianto: è prevista la loro abolizione entro la fine del 2015, ma potranno essere mantenuti a livello nazionale fino al 2018.
  • Eliminazione progressiva dei regimi di distillazione: la distillazione di crisi sarà limitata a quattro anni, a discrezione degli Stati membri, fino al termine della campagna 2011/2012, con una spesa massima limitata al 20% della dotazione finanziaria nazionale nel primo anno, al 15% nel secondo, al 10% nel terzo e al 5% nel quarto.
  • Introduzione del pagamento unico per azienda: questo pagamento disaccoppiato sarà concesso ai produttori di uve da vino a discrezione degli Stati membri e a tutti i produttori che estirpano i loro vigneti.
  • Estirpazione: è introdotto un regime di estirpazione volontaria su un periodo di tre anni, per una superficie totale di 175 000 ettari e con premi decrescenti.
  • Pratiche enologiche: l’incarico di approvare pratiche enologiche nuove o di modificare quelle esistenti verrà trasferito alla Commissione, che valuterà le pratiche ammesse dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV) ed aggiungerà alcune di esse all’elenco delle pratiche ammesse dall’UE.
  • Miglioramento delle norme in materia di etichettatura: i vini con indicazione geografica protetta e quelli con denominazione d’origine protetta costituiranno la base del concetto di vini di qualità dell’Unione europea.
  • Zuccheraggio: questa pratica continuerà a essere autorizzata, ma verrà imposta una riduzione dei livelli massimi di arricchimento con zucchero o mosto.
  • Aiuto per l’utilizzazione dei mosti: tale aiuto potrà essere versato nella sua forma attuale per quattro anni. Una volta trascorso tale periodo transitorio, la spesa corrispondente potrà essere convertita in pagamenti disaccoppiati ai produttori di uve.

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