VOLONTARIATO. Terzo Settore, presentato Libro Verde: esperienza in crescita

"Il Terzo Settore – inteso come l’insieme delle esperienze private di attività non profit svolte dai cittadini organizzati democraticamente in azioni di volontariato, promozione sociale, cooperazione sociale, ONG, etc. – è una esperienza che è andata crescendo negli ultimi decenni non solo in Italia ma nell’intera Europa". E di fronte ai cambiamenti, il Terzo Settore è chiamato a interrogarsi sulla propria identità e sul proprio ruolo "avviando una stagione costituente". Sono alcune delle considerazioni presenti nel Libro Verde del Terzo Settore, presentato ieri alla Camera dei Deputati, che a partire dalle criticità presenti nel paese intende contribuire alla definizione di politiche nuove, sociali e non solo, e giungere attraverso un dibattito partecipato alla definizione di nuove strategie.

Ha commentato il portavoce del Forum del Terzo Settore Andrea Olivero:"Il Terzo Settore italiano è molto cresciuto ed è anche diverso rispetto a realtà simili, o definite in modo simile, presenti negli altri Paesi Europei: noi facciamo politica. Non è quella dei partiti ma ha comunque un obiettivo di politicità: l’ambizione di costruire una società giusta. Insieme al Libro Verde che vuole avviare il dibattito sulle grandi questioni del Paese per giungere in tempi brevi ad una definizione delle politiche del Terzo Settore, abbiamo anche avviato un’indagine quantitativa su di esso, a partire dalle realtà aderenti al Forum del Terzo Settore".

In particolare, il Terzo Settore è spesso rappresentato come un "pulviscolo" fatto di decine di migliaia di organizzazioni. Focalizzando l’attenzione sulla sola rete delle realtà aderenti al Forum Nazionale del Terzo Settore, emergono da una prima ricerca provvisoria, basata sulle organizzazioni che hanno risposto ai questionari inviati, numeri già significativi: ci sono 53 reti nazionali aderenti al Forum che associano oltre 94 mila enti di base, 350 mila lavoratori, 1,6 milioni di volontari, muovono risorse economiche di circa 8 miliardi di euro. "E’ probabile – rileva lo studio – che l’estendere la ricerca alle circa 150-200 reti di rilievo nazionale stimabili possa contribuire a una nuova e diversa raffigurazione e consapevolezza del Terzo Settore e, conseguentemente, delle sue potenzialità, delle modalità di sostegno e sviluppo e anche delle sue responsabilità".

Dalla ricerca emerge inoltre che 45 organizzazioni su 53 si caratterizzano per articolazioni territoriali o settoriali, ben ramificati sull’intero territorio nazionale; l’80% ha in essere relazioni formalizzate con altri enti, aderenti e non al Forum. Conclusione: "Si può dire, in prima approssimazione che, dai dati raccolti dalle organizzazioni aderenti al Forum, il modello organizzativo delle reti pare essere dotato di tutti i prerequisiti necessari a giocare un ruolo significativo sia a livello nazionale che locale nelle politiche del Paese".

Comments are closed.