Vacanze: tra mare e montagna vince la crisi

La crisi c’è ma non si vede. Un sondaggio realizzato da Swg-Confesercenti sulle prossime vacanze estive rileva che è in aumento dell’11% il numero dei vacanzieri: saranno, infatti, 37 milioni e mezzo i cittadini che godranno di un periodo di ferie contro i 33,7 dell’anno scorso. Al primo colpo d’occhio sembrerebbero dati "incoraggianti", che danno ragione a quanti vedono "una luce in fondo al tunnel". Tuttavia, leggendo attentamente la ricerca, si evidenzia una sorta di "compensazione". Se è vero che il numero dei vacanzieri è aumentato, è pur vero che le scelte sono tutte improntate al risparmio. Scende la spesa (dai 1056 € dell’anno scorso ai 946 € di quest’anno); si riduce di un giorno la durata dei soggiorni e cresce del 5% il numero di persone partita a giugno – il mese preferito dei turisti stranieri più oculati. Di contro i mesi di luglio e agosto segnano una flessione rispettivamente del meno 3% e del meno 4%.

Altro segnale di crisi ma non solo di crisi è la "riscoperta" delle vacanze entro i confini nazionali. In questo caso conta una scelta dettata dal risparmio ma non solo. E’ una costante la paura degli attentati terroristici che condiziona il 27% delle scelte; seguono il timore per eventuali episodi di violenza e il dilagare delle epidemie (vedi febbre suina).

Il sondaggio Swg-Confesercenti mette in luce anche una tendenza impensabile negli anni scorsi: il calo continuo del mare come prima scelta vacanziera. Dal 2006 al 2009 si passa dal 73% al 49% con un perdita di 24 punti percentuali. Che fosse anche questo un segnale di "crisi"? Forse, di sicuro lo è la scelta operata nel 26% dei casi di prevedere la "cucina fai da te" a danno del ben più famoso e costoso "all inclusive".

E i compagni di viaggio? Vince la vacanza in famiglia scelta dal 44% degli italiani mentre il 5% andrà in vacanza da sola (per scelta o per necessità?) e il 6% si porterà il suo amico a quattro zampe…meglio con "fido" che…

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