Vetrine e scaffali: prezzi invisibili sulla merce esposta

I prezzi sulla merce in vendita: è obbligatorio per legge indicarli, costituiscono una parte del contratto di compravendita, permettono al consumatore di scegliere e stimolano la concorrenza; eppure ancora troppi commercianti non li espongono. E’ quanto emerge da un’inchiesta di Altroconsumo.

L’associazione indipendente di consumatori ha condotto un’indagine, in collaborazione con le associazioni partner di Portogallo, Spagna e Belgio e con il patrocinio della Commissione europea, sull’esposizione dei prezzi sulla merce in vetrina e sugli scaffali, come previsto dalla direttiva 98/6/Ce recepita nel nostro Paese con la legge 84 del 25 febbraio 2000.

L’inchiesta ha coinvolto 46 città europee, di cui 10 italiane: Bari, Bologna, Cagliari, Genova, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. Visitati in tutto 3228 punti vendita, di cui 788 in Italia, tra supermercati, ipermercati, negozi specializzati – tradizionali o a catena. I prodotti esposti presi in considerazione vanno dall’abbigliamento all’alimentare, dalla telefonia agli elettrodomestici, dalla profumeria al settore tv-video, dal bricolage ai prodotti per la casa e agli articoli sportivi.

Il risultato dell’inchiesta in estrema sintesi: in Italia il 44% dei negozi specializzati non espone i prezzi. La Spagna quasi si allinea col risultato italiano, migliorandolo leggermente: 42%. Seguono Portogallo (32%) e Belgio, con il 28% dei negozi specializzati che non espongono i prezzi. Eppure la legge è chiara ribadisce Altroconsumo: "il prezzo di vendita e il prezzo per unità di misura, quando previsto, devono essere indicati per tutti i prodotti in modo inequivocabile e facilmente leggibile, sia all’interno del negozio che in vetrina. Poche eccezioni, come per chi vende giornali o riviste, o per esempio per opere d’arte, oreficeria e antichità, che per motivi di sicurezza devono mostrare il cartellino del prezzo solo all’interno del negozio".

Altroconsumo, nel segnalare al ministero delle Attività produttive tali risultati, sperando in un intervento più concreto a tutela del consumatore nei mesi a venire, ha anche informato le autorità di vigilanza sul territorio del comportamento scorretto dei commercianti coinvolti nell’indagine. L’associazione ricorda che la legge prevede delle sanzioni amministrative in caso di omissione di prezzo sulla merce esposta che vanno da 516 a 3.099 euro.

Per consultare i dati della ricerca visitare il sito www.altroconsumo.it

 

Comments are closed.