Via libera al decreto sicurezza e alle ronde “non armate”

Ronde "non armate" e composte preferibilmente da ex militari. Inasprimento della custodia cautelare in carcere. Recepimento delle norme contro lo stalking. Allungamento da due a sei mesi dei tempi di permanenza degli immigrati nei Centri di identificazione ed espulsione. Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi il decreto sicurezza, noto anche come decreto anti-stupri, che dà via libera alla formazione di ronde "regolamentate", non armate, sottoposte al coordinamento dei Sindaci e all’attività di coordinamento e controllo dei Prefetti e dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza.

Per il ministro dell’Interno Roberto Maroni il modello di riferimento è quello dei City Angels e la denominazione scelta è quella di "volontari della sicurezza". L’articolo 6 del decreto, ha spiegato Maroni, prevede un "piano straordinario di controllo e presidio del territorio" che "parte dal presupposto concettuale della sicurezza partecipata" e dunque del coinvolgimento di tanti soggetti, "anche i cittadini che vorranno partecipare a forme di presidio e controllo in modo regolato". E dunque ci sarà "la possibilità per i sindaci di avvalersi della collaborazione delle associazioni di cittadini non armati". Ambiti operativi e requisiti per l’iscrizione negli elenchi saranno definiti, ha detto Maroni, in un decreto di prossima emanazione e gli elenchi saranno tenuti dalle Prefetture. L’idea è quella di impiegare prioritariamente ex agenti ed ex militari. Il piano straordinario di controllo e presidio del territorio, ha aggiunto Maroni, "regolamenta la presenza dei ‘volontari della sicurezza’, cosa che oggi si svolge come ronde fai da te. Vogliamo passare dalle ronde fai da te ai volontari per la sicurezza".

Il decreto sicurezza prevede inoltre, all’articolo 5, il prolungamento del periodo in cui gli immigrati clandestini potranno essere trattenuti nei Centri di identificazione ed espulsione: da due a sei mesi. Al Ministero dell’Interno saranno inoltre destinati, ha detto Maroni, risorse per cento milioni di euro.

Si recepiscono nel provvedimento le misure sullo stalking, che prevedono sanzioni per molestie e minacce reiterate con pene che vanno da sei mesi a quattro anni, con aggravanti se il reato è commesso da ex partner o nei confronti di soggetti deboli. Si prevede inoltre, ha ricordato il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, "la possibilità per la vittima di rivolgersi al questore" perché sia ammonito chi commette molestie e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima. Nel decreto è previsto inoltre il gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale.

L’approvazione del decreto, ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano,"anticipa di circa cento giorni l’avvio di una tutela giuridica fortissima nei confronti delle donne". Nel decreto sono previsti l’ergastolo per chi commette omicidio dopo uno stupro, un ampliamento dell’uso della custodia cautelare in carcere, l’arresto obbligatorio in flagranza per violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo, il gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale e una stretta sui benefici carcerari.

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