WELFARE. Assistenza disabili, Consulta: “Coniuge ha diritto al congedo straordinario”

Anche il coniuge di una persona disabile può chiedere il congedo straordinario per assisterlo. L’importante decisione viene dalla Consulta (Sentenza n. 158 dell’8 maggio 2007), che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, quinto comma del d.lgs. n. 151 del 2001, nella parte in cui non inserisce il consorte fra gli aventi diritto all’assistenza dei disabili.

La legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, infatti, permetteva solo a determinati soggetti (genitori o, nel caso di scomparsa di questi, fratelli conviventi) di chiedere al proprio datore di lavoro il congedo straordinario retribuito. La Corte Costituzionale ha invece affermato la non costituzionalità della norma "nella parte in cui non prevede, in via prioritaria rispetto agli altri congiunti indicati, il diritto a fruire del congedo straordinario retribuito anche per il coniuge convivente".

"La norma censurata – ha affermato la Corte – realizza un inammissibile impedimento all’effettività della assistenza e della integrazione del disabile nell’ambito del nucleo familiare; essa infatti, esclude attualmente dal novero dei beneficiari del congedo straordinario retribuito il coniuge, pur essendo questi, sulla base del vincolo matrimoniale ed in conformità dell’ordinamento giuridico vigente, tenuto al primo posto (art. 433 cod. civ.) all’adempimento degli obblighi di assistenza morale e materiale del proprio consorte; obblighi che l’ordinamento fa derivare dal matrimonio". "Ciò implica, come risultato – ha osservato la Consulta – un trattamento deteriore del coniuge del disabile, rispetto ai componenti della famiglia di origine".

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