WORLD SOCIAL FORUM. Nairobi, una maratona chiude la manifestazione

Si conclude come si è aperto il settimo forum mondiale di Nairobi, con un evento di massa aperto alla partecipazione di tutti. Una maratona di 15 km da Korogocho, baraccopoli alla periferia, a Uruhu Park nel centro della città. La partenza è dalla ormai mitica parrocchia di Korogocho, la St. John Church, in cui Padre Alex Zanotelli ha per anni ha condotto la sua missione.

Magliette disegnate dai bambini del quartiere gratis per tutti i partecipanti. Per alcuni un souvenir da riportare a casa, per altri la possibilita’ di un vestito nuovo e pulito. La marcia ricorda un po’ la Perugia-Assisi poichè promossa dalla stessa organizzazione, l’italiana Tavola delle Pace e sponsorizzata dall’associazione Libera e dall’UISP. Ma qualcosa c’e’ di diverso. Qui si passa per gli slum tra la poverta’ assoluta e la vita pulsante.

I bambini oggi saltano la scuola e ci accompagnano fedeli con il beneplacito dell’insegnante, poichè comunque insieme a noi impareranno qualcosa, parleranno curiosi con qualcuno di diverso da loro e ti chiederanno se nel tuo Paese ci sono gli Slums.

Gli Slum o baraccopoli o bidonville sono grandi quartieri situati alla periferia di Nairobi e organizzati come delle vere e proprie città. Nati a seguito della fine del processo di decolonizzazione per ospitare gli abitanti africani a cui era proibito sotto il dominio inglese abitare la città, si sono ampliati a dismisura per ospitare rifugiati o contadini fuggiti via dalle campagne e sono oggi i quartieri invisibili delle persone senza voce. Ci sono strade scuole e negozi ma il tutto in una discarica, una fogna a cielo aperto. Parliamo di casette di lamiera senza elettricità e senza acqua che privati affittano a prezzi molto alti. La cosa particolare di queste baraccopoli è che non vengono abitate da gente senza niente (i "nostri" senza dimora) ma da lavoratori, commercianti, padri e madri, bambini, tanti, che non hanno alcuna possibilità di abitare in posti migliori. Il Governo non si muove e le numerose ONG che lavorano in campo poco possono di fronte ad un sistema radicato e ben organizzato che non permette vie d’uscita. Un fenomeno davvero complesso che merita l’attenzione di un approfondimento ulteriore.

Ma è qui che puoi incontrare la vita vera. La magia di un sorriso e della dignità vestita con abiti di pezza e senza scarpe, nei liquami, maleodori e nella polvere.

Nel corso del forum le varie conferenze susseguitesi hanno, in maniera piu’ o meno tecnica illustrato le singole realtà e gli obiettivi che ciascuna associazione, comitato, ONG o ente si prefigge. Martedì 24 invece grandi gruppi di carattere partecipativo si sono formati per tirare le conclusioni sul forum e per esprimere (anche se assai vagamente, diciamo solo ideologicamente) le proprie proposte.

Certo è che oggi attraverso gli Slums abbiamo capito da dove partire per entrare in azione o per lo meno da dove iniziare a informarci.

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