AMBIENTE. Stop a cementificazione. Domani prima assemblea del Forum “Salviamo il paesaggio”

“Salviamo il paesaggio” perché negli ultimi 30 anni è stato cementificato un quinto dell’Italia; perché nel Belpaese ci sono 10 milioni di case vuote, ma si continua a costruire; perché il suolo fertile è una risorse preziosa, non rinnovabile, e lo stiamo perdendo. Non poteva essere più tempestiva la prima assemblea del Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori” che si svolgerà domani a Cassinetta di Lugagnano (Milano), considerate le drammatiche conseguenze del maltempo in Liguria e in Toscana.

Il Forum è un aggregato di associazioni e cittadini, che si sta organizzando sul modello del Forum per l’acqua pubblica, che intende “salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation e dal cemento selvaggio”. Fra le azioni allo studio, c’è una proposta di legge di iniziativa popolare, il censimento in tutti i Comuni degli immobili sfitti o non utilizzati e una campagna nazionale di comunicazione.

“Abbiamo raggiunto un limite invalicabile. Il territorio italiano non è in grado di sopportare ulteriore cementificazione e impermeabilizzazione del suolo. Lo dimostrano le tragedie causate dal dissesto idrogeologico ma anche l’invivibilità di molte città”. Sono le parole di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, associazione che parteciperà con numerose altre sigle all’assemblea. “In Italia vengono consumati circa 500 chilometri quadrati di territorio ogni anno – ha sottolineato Cogliati Dezza -, una porzione enorme che viene cancellata da una cementificazione incontrollata che contribuisce a rendere insicuro il nostro territorio e riempie il Paese di costruzioni indecenti, capannoni nel nulla, grappoli disordinati di costruzioni tristi e spesso lontane da ogni collegamento utile. Ma non sono solo le campagne a subire gli effetti di questo sviluppo incontrollato e approssimativo. Anche le nostre città stanno drammaticamente verificandone gli effetti”.

Nel frattempo, mentre il Governo ha decretato lo stato di emergenza per le aree alluvionate, da Confesercenti Nazionale e Confesercenti La Spezia arriva la richiesta di una tregua su fisco e tariffe per le zone colpite dal maltempo: “Chiediamo con forza che per le imprese e per i cittadini vengano messi in atto provvedimenti che prevedano la moratoria di pagamenti di imposte, tasse, tariffe e contributi previdenziali per un periodo di almeno un anno. Seguito da altri due anni di agevolazioni per ridurre il carico fiscale e tariffario al fine di favorire la ripresa delle attività”.

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