Aumento tariffe Telecom: le posizioni dell’UNC e dell’Intesa Consumatori

E’ assolutamente inaccettabile la proposta di aumento delle tariffe preannunciata da Telecom Italia, che comporterebbe un aumento medio delle bollette di circa il 5-6 per cento. E’ quanto dichiara l’Unione Nazionale Consumatori, invitando l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni -che incontrerà oggi le Associazioni dei consumatori- a rigettare le richieste dell’ex monopolista, perché danneggerebbero notevolmente gli utenti.

Aumentando lo scatto alla risposta da 6,19 a 7,87 centesimi/euro risulterebbero, infatti, penalizzate le telefonate brevi, che rappresentano il volume maggiore del traffico telefonico nazionale. In cambio, Telecom offrirebbe una lieve riduzione delle tariffe al minuto di scarsa influenza sulla spesa degli utenti.

In pratica, conclude l’Unione Nazionale Consumatori, si chiede al consumatore di sopportare un notevole maggiore onere certo in cambio di un minimo risparmio incerto: una pretesa che contrasta con le regole di un mercato libero e realmente concorrenziale.

Secondo i calcoli dell’Intesa, l’aumento dello scatto alla risposta ipotizzato da Telecom comporta per le telefonate della durata fino a un minuto aumenti del 15%, per quelle fino a due minuti aumenti di circa il 9% e per quelle entro i tre minuti aumenti di circa il 3%.

Perciò, "il pareggio per l’utente telefonico si raggiunge solo quando la chiamata è superioreai 3 minuti".
Considerato poi che le telefonate brevi sono le più numerose e che una famiglia media ne fa circa 1.500 l’anno, "la ricaduta economica negativa sarebbe di circa 7-8 euro in più l’anno".

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