Aviaria, Ue proroga embargo dal Sud-est asiatico. Il commento di Coldiretti

L’Unione Europea ha prorogato dal 15 marzo al 30 settembre 2005 l’embargo sulle importazioni di pollame, carni di pollo, uova, piume esotiche non trattate e uccelli da voliera provenienti da otto paesi del sud-est asiatico: ossia Thailandia, Cambogia, Indonesia, Laos, Pakistan, Cina, Vietnam e Malesia. La decisione arriva a seguito della nuova emergenza in Vietnam per l’influenza polli.

Soddisfazione è stata espressa da parte di Coldiretti che ha affermato: "Il blocco da parte dell’Unione Europea è una opportuna misura precauzionale ma, anche sulla base dell’esperienza accumulata con l’emergenza mucca pazza, deve necessariamente essere accompagnata da interventi strutturali con un sistema di etichettatura obbligatorio che indichi la provenienza e l’origine di tutti gli animali, come elemento di trasparenza per produttori e consumatori e a garanzia della sicurezza alimentare di fronte ad un mercato globale."

Non è infatti possibile rincorrere le emergenze e occorrono invece misure strutturali con l’etichettatura trasparente dal campo alla tavola, divenuta obbligatoria in Europa – ricorda la Coldiretti – nella commercializzazione delle uova e della carne bovina, ma che purtroppo manca ancora per il pollame, la carne di coniglio e per quella suina dove rappresenterebbe una importante misura di garanzia.

L’Italia ha l’opportunità di porsi all’avanguardia a livello europeo con l’applicazione della legge 3 agosto 2004, n.204 che prevede l’obbligo di indicare sulle etichette l’origine di tutti gli alimenti commercializzati e consente di valorizzare i primati qualitativi e di sicurezza della produzione nazionale. Si tratta di un provvedimento che deve essere completato con l’emanazione dei necessari decreti applicativi per i singoli prodotti e che – precisa la Coldiretti – accelera il percorso già iniziato a livello europeo dove con il primo gennaio sono peraltro entrate in vigore le nuove norme sulla rintracciabilità obbligatoria che consentono di individuare il punto esatto della filiera agroalimentare dove si è verificato un pericolo e, quindi, di eliminarlo rapidamente.

Il consumo domestico della carne di pollo degli italiani è pari ad oltre 300mila tonnellate all’anno per una spesa di circa 1,6 miliardi di Euro, con un primato di convenienza rispetto agli altri tipi di carne (bovina e suina) ad un prezzo medio di poco superiore ai 5 Euro al chilo e circa 18 chili di consumo all’anno per famiglia. Ad essere preferita è la produzione italiana che secondo l’Indagine Coldiretti-Ispo è giudicata in nove casi su dieci affidabile per la sicurezza alimentare.

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