POSTE. Servizio postale, Assoutenti: timida liberalizzazione

Con il decreto legislativo 58/2011 (pubblicato in GU il 29 aprile scorso) il Parlamento ha dato attuazione alla direttiva Ue 2008/06 in materia di servizi postali della Comunita’. "Un timido processo di liberalizzazione" lo definisce Assoutenti che critica particolarmente tre aspetti: si affida senza gara per 15 anni il servizio universale a Poste italiane; si mantiene un perimetro ingiustificatamente ampio del servizio universale, a tariffe amministrate e sussidiato dallo Stato e dalle imprese esercenti servizi analoghi in concorrenza, il che mantiene una posizione di vantaggio per Poste; non si istituisce una vera Authority, bensì un’Agenzia nominata dal Governo.

Il decreto, infatti, oltre a ridefinire l’ambito del "servizio universale" escludendovi la pubblicità diretta per corrispondenza, affida direttamente a "Poste italiane" il servizio universale per 15 anni, con verifica quinquennale, operata dall’Autorità di regolamentazione sulla base di criteri da essa predisposti, di miglioramento di efficienza, a pena di revoca dell’affidamento.

Il decreto, inoltre, istituisce una Agenzia di regolamentazione, che svolge le funzioni di Autorità. In particolare, essa:
a) regola i mercati, compresa la definizione degli standard di qualità del servizio universale;
b) adotta i provvedimenti in materia di accesso alla rete postale e relativi servizi;
c) predispone le condizioni generali di servizio;
d) vigila sull’assolvimento degli obblighi a carico del fornitore del servizio universale e su quelli derivanti da licenze e autorizzazioni, con particolare riferimento alle condizioni generali della fornitura dei servizi;
e) svolge analisi e monitoraggio dei mercati postali, con particolare riferimento ai prezzi dei servizi, anche mediante l’istituzione di un apposito osservatorio.
f) determina le tariffe massime delle prestazioni rientranti nel servizio universale;
g) esercita potere sanzionatorio in caso di inosservanza dei propri provvedimenti.

L’Agenzia è composta di tre membri, nominati con Decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro per lo sviluppo economico, previo parere parlamentare. I membri durano in carica tre anni e possono essere confermati per una sola volta. La dotazione di personale è posta a carico del Ministero dello sviluppo economico. Per almeno 12 mesi dopo la cessazione della carica non possono intrattenere alcun rapporto professionale con le imprese del settore. Entro il 31 marzo di ciascun anno, presentano una relazione al Parlamento.
Il fornitore del servizio universale è tenuto ad adottare procedure trasparenti, semplici e poco onerose per la gestione dei reclami degli utenti, in particolare in caso di smarrimento, furto, danneggiamento o mancato rispetto delle norme di qualità del servizio. Deve altresì essere fissato il termine per la trattazione dei reclami e per la comunicazione dell’esito.

Nei casi in cui il fornitore del servizio sia chiamato a rispondere dei disservizi, è previsto un sistema di rimborso o di compensazione.
Qualora il reclamo non abbia avuto esito soddisfacente, l’interessato può rivolgersi, individualmente o tramite le associazioni nazionali dei consumatori e degli utenti, all’ Autorità di regolamentazione. Il decreto prevede espressamente anche la facoltà di avvalersi della mediazione di cui al decreto legislativo n. 28 del 2010, di riforma del processo civile.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a leggere una scheda del provvedimento curata da Assoutenti

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