SALUTE. Altroconsumo: farmaci online, qualità scarsa e prodotti a rischio

Acquistare farmaci online è pericoloso e la qualità dei prodotti spesso è scarsa. Non c’è convenienza economica, non si risparmia e si rischia di ritrovarsi a mani vuote perché la spedizione nel 31% dei casi non va a buon fine. È quanto denuncia Altroconsumo che, in collaborazione con “Q-tech Research and Study Centre” dell’Università di Brescia, ha effettuato 64 prove d’acquisto online di un farmaco a base di fluoxetina. Si tratta dell’equivalente del Prozac, un noto antidepressivo che agisce sul sistema nervoso centrale e la cui somministrazione deve avvenire sotto il controllo di un medico. Venderlo senza ricetta è illegale. Ma online si trova.

Su cento siti disposti a venderlo, emerge dall’inchiesta, in effetti solo in un quarto dei casi si porta a termine l’acquisto. Questo però non significa che si avrà a disposizione il farmaco con sicurezza: in un caso su tre, infatti, il medicinale non arriva perché non spedito o perché bloccato alla Dogana. Quello che preoccupa è però la qualità del medicinale. Che è stato sottoposto ad analisi microbiologiche e chimiche e confrontato con l’analogo prodotto venduto in farmacia: il principio attivo è presente ma ci sono, nel farmaco venduto online, molte impurezze, che si aggiungono a solventi e metalli presenti nei limiti ma con molte differenze rispetto a quello venduto in farmacia. Il farmaco, insomma, è di qualità inferiore.

Afferma Altroconsumo: “I siti che vendono farmaci puntano su confidenzialità, rispetto della privacy, prezzi più bassi, qualità del prodotto, spedizione con tracciabilità, consegna in pochi giorni. Alcuni con spudoratezza rassicurano circa la legalità dell’acquisto di farmaci online e la possibilità di evitare il “filtro” del medico. Sono slogan che non resistono alla prova dei fatti. La nostra inchiesta dimostra che è un tipo di acquisto che offre zero garanzie. E che potremmo rimetterci soldi e salute. I farmaci venduti online sono risultati quattro volte più cari rispetto alla farmacia e di scarsa qualità”.

In particolare, in 19 casi di acquisto online (ma in sei occasioni il farmaco non è arrivato) si è speso più che in farmacia, in media 1,40 euro per pillola contro i 30 centesimi dell’acquisto tradizionale. La qualità dei medicinali arrivati a destinazione, come detto, era scadente: in otto casi sono state rilevate tracce di solventi classificati come possibili cancerogeni; in sette campioni sono stati trovati metalli pesanti e in altrettanti impurezze che dovrebbero essere assenti secondo la farmacopea europea. Tutto questo, in blister sciolti senza confezione e nessun foglietto illustrativo se non in un caso, ma in lingua turca. L’associazione ha segnalato i risultati al ministero della Salute e all’Aifa.

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