SANITA’. Al via tessera elettronica

Una tessera sanitaria elettronica in grado di monitorare, attraverso gli 800 milioni di ricette emesse annualmente, l’andamento della spesa farmaceutica e, soprattutto, di contrastare gli sprechi e le truffe. La novità, appena partita, è stata annunciata da Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, intervenendo con il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, alla trasmissione "Il medico delle leggi-la salute in Parlamento", di Cristiana del Melle, in onda su RAI GrParlamento.

"Con il ministro Sirchia abbiamo lanciato il programma ‘Sanità Elettronica’, già approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione, che prevede l’utilizzo di queste tecnologie per due grandi obiettivi: migliorare l’efficienza e la qualità del servizio sanitario nazionale e, soprattutto, il rapporto con i cittadini", ha detto Stanca.
Nell’ambito di tale progetto, ha proseguito il ministro, sono diverse le aree di applicazione delle tecnologie digitali. Ad esempio, "stiamo realizzando un sistema omogeneo di prenotazione delle visite mediche e dei ricoveri a livello regionale, in modo da ridurre i tempi di attesa ed avere sistemi in grado di dare maggiori informazioni al cittadino che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche. Ed ancora, stiamo creando una rete telematica dei medici di medicina generale in grado non solo di migliorare il servizio, soprattutto nelle aree svantaggiate, ma anche di promuovere la loro formazione, perfezionando così il loro aggiornamento.

Sul fronte dell’efficienza stiamo portando a termine, sempre con il ministero della Salute, la classificazione nazionale di tutti i farmaci, che prima non esisteva in Italia: sinora lo stesso farmaco aveva infatti un codice identificativo diverso da Asl ad Asl, da regione a regione. Definire in modo unico e univoco in tutta Italia ogni farmaco consentirà non solo di avere un monitoraggio costante del suo uso, ma anche e soprattutto di poter effettuare acquisti non più a livello di singola struttura sanitaria, ma a livello regionale se non nazionale, ottenendo così significativi risparmi, che saranno destinati al miglioramento e alla qualificazione delle prestazioni".

Per quanto riguarda la Tessera Sanitaria Elettronica, promossa dal ministro dell’Economia con i dicasteri dell’Innovazione e Tecnologie e quello della Salute, è già in distribuzione in Abruzzo, Umbria, Emilia Romagna, Veneto e Lazio, e verrà via via estesa alle altre regioni. L’obiettivo è di emettere 15 milioni di tessere entro aprile. "Sarà così possibile acquisire dati statistici aggregati, ma anche combattere sprechi, abusi e truffe", ha proseguito Stanca rilevando che "in particolari situazioni geografiche, ad esempio, si possono individuare i casi in cui alle prescrizione effettuate in regime di esenzione non corrisponde un effettivo diritto; accertare se un cittadino risulta iscritto a medici posti in Asl diverse; rilevare utilizzi abnormi di particolari farmaci o l’emissione di ricette a carico di persone decedute. Vista l’entità della spesa, una delle maggiori a carico dello Stato, con pochi interventi mirati si possono acquisire risparmi, razionalizzazione ed efficienza dell’ordine di centinaia di milioni di euro".

In sostanza, con il progetto "Sanità Elettronica" si potrà monitorare l’andamento della spesa per farmaci e prestazioni di laboratorio per livelli, per settori e per aggregazione (scala territoriale, tipologie di farmaco, medico prescrittore, tipo di esenzione, etc.). Un esempio, tra i tanti, per delineare i vantaggi: una Asl, che ha già sperimentato questo sistema, effettuando la sola "pulizia" degli archivi ha conseguito un risparmio di oltre 200 mila euro.
Ma il progetto già varato ha una enorme valenza anche sul fronte della prevenzione attiva consentendo screening mirati, a partire dai diabetici.

"Lo sforzo che stiamo facendo con il ministro Sirchia è di ottenere uno standard nazionale e, quindi, di avere uno schema uguale per tutto il Paese, con due obiettivi: quello individuale, ossia avere le informazioni sulla propria storia clinica disponibili e accessibili a prescindere dal posto in cui ci si trova; e quello scientifico, in quanto tutte queste informazioni fruibili in formato digitale possono essere utilizzate pure per la ricerca scientifica allo scopo di avere analisi statistiche di scenario effettuate su dati reali".

Inoltre, le strutture sanitarie che hanno cominciato ad usare questi supporti, ha spiegato Stanca, "hanno già rilevato importanti riduzioni dei tempi nelle comunicazioni tra i vari reparti, con risparmi notevoli non solo connessi al trasporto dei dati ma anche alla loro archiviazione. Gli ospedali e le strutture sanitarie debbono infatti conservare questi dati per anni occupando ampi spazi, con notevoli costi di gestione ma anche di archiviazione e di ricerca. Costi che con i sistemi digitali sono drasticamente abbattuti".

Infine, rispondendo ad una domanda della conduttrice, Cristiana del Melle, il ministro ha riconosciuto che "ovviamente l’accesso a dati personali così delicati e sensibili, pone problemi di tutela della privacy. Ma", ha assicurato Stanca, "ci sono non solo le leggi specifiche, ma anche tecnologie adeguate che consentono accessi controllati e autorizzati alle informazioni riservate. Esistono sistemi estremamente sicuri per consentire l’accesso solo alle persone autorizzate, proprio come avviene oggi, ad esempio, con il bancomat per il quale si impiegano tecnologie di basso livello. Ma per informazioni delicate, come quelle relative alla salute, si possono applicare tecnologie ancora più sofisticate per avere la totale sicurezza della protezione dei dati".

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