SOCIETA’. Adolescenti malati di gioco. CNU: troppi spot su azzardo e videopoker

Gli italiani sono sempre più malati di gioco. E anche i giovanissimi sono a rischio dipendenza: si stima che un adolescente su dieci fra i 12 e i 17 anni giochi a poker online, con le slot machine, al gratta e vinci, per una spesa compresa fra i 30 e i 50 euro al mese. L’allarme arriva oggi dal Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e punta i riflettori su un fenomeno che attira la tempo l’attenzione preoccupata delle associazioni dei consumatori. Tutte le indagini più recenti dicono infatti che, in un contesto di crisi, il mercato del gioco sia quello che invece va nettamente in controtendenza. E una spinta a tentare la fortuna è arrivata dalla stessa legislazione. Dal 18 luglio, infatti, sono diventati legali il poker cash (giocato con soldi veri) e i giochi da casinò online quali i dadi, il black jack o la roulette.

Federconsumatori e Adusbef hanno fatto proprio l’allarme lanciato dal Dipartimento di Pediatria e hanno lanciato una campagna di dissuasione dal gioco d’azzardo, chiedendo l’inibizione dei messaggi pubblicitari che ne incitano la diffusione. "Il gioco d’azzardo è un fenomeno ormai dilagante", denunciano le due associazioni, ricordando che l’attuale raccolta del settore giochi in Italia ha raggiunto i 72 miliardi di euro. È come se ogni italiano giocasse 1200 euro ogni anno. "Le nostre Associazioni stanno preparando uno studio da presentare al CNU-Consiglio Nazionale Utenti presso l’Agcom, nonché al Ministero della Salute, al fine di predisporre misure legislative che prevedano l’inibizione dei messaggi pubblicitari incentivanti il gioco e contestualmente impongano l’obbligo, nei confronti dei gestori, di indicare, all’interno dei siti dedicati o presso le sale giochi accreditate, dei chiari messaggi disincentivanti al gioco, così come fu previsto circa 30 anni fa per la dipendenza da tabacco".

Non è un caso che proprio ieri il Consiglio Nazionale degli Utenti si sia scagliato contro gli spot televisivi che fanno pubblicità al videopoker e al gioco d’azzardo. Sono troppi, vanno a livello nazionale e sono diffusi a tutte le ore. L’organismo istituito presso l’Agcom ha espresso "viva preoccupazione per l’eccessiva pubblicità dei giochi di fortuna anche online, che sta diffondendo in Italia una tipologia di consumi e un negativo e diseducativo uso del tempo libero per i giovani e i minori che spesso cadono nella sindrome di comportamenti di tipo ossessivo- compulsivo".

Per il 2011 si stima ormai che verranno spesi in giochi 80 miliardi di euro. "Quella che si può definire ‘economia dei giochi’ è un mercato che, se non favorisce anche il riciclaggio del denaro sporco, alimenta se stesso", sottolinea il CNU che denuncia "l’eccesso di pubblicità, veicolata da testimonial famosi, che propone come vincente un comportamento basato su disvalori profondamente diseducativi per i minori e ad alto rischio economico per i ceti più deboli". La richiesta: equiparare la pubblicità del gioco d’azzardo a quella del fumo, bandita dai mass media.

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