TUTELA CONSUMATORI. Univendita su caso Fmr Art’è: comportamenti che fanno male a tutto il settore

La settimana scorsa l’Antitrust ha multato per 400.000 euro Fmr Art’è, azienda editrice di opere di pregio nel campo dell’arte. L’azienda ha messo in atto una serie di pratiche commerciali scorrette sia in fase di promozione sia durante la vendita a domicilio dei propri prodotti: nelle promozioni via Internet, posta o telemarketing, ha fornito informazioni ingannevoli rispetto alle caratteristiche dell’offerta e alla natura del processo di vendita; durante le visite a domicilio ha indotto i consumatori ad assumere decisioni immediate che non avrebbero altrimenti preso, prospettando loro, contrariamente al vero, la particolare convenienza economica dell’opera, ovvero la sua disponibilità per un periodo di tempo limitato o solo per alcuni selezionati consumatori (chiamati addirittura clienti istituzionali), o la natura dell’acquisto come investimento particolarmente conveniente e la possibilità di ricollocare il volume presso terzi e gallerie d’arte ecc.

Dura la condanna nei confronti di Fmr Art’è che arriva da Univendita, l’associaizone di categoria delle imprese di vendita diretta a domicilio. "I comportamenti scorretti dei venditori a domicilio sono da condannare senza sconti e vanno perseguiti con determinazione, perché fanno male a tutto il settore delle vendite dirette a domicilio – si legge in una nota di Univendita – Immediata e risolutiva deve sempre essere la presa di posizione di un’azienda di vendita diretta in questi casi, perché il cliente ha sempre il diritto di conoscere e di provare il prodotto o servizio proposto da interlocutori etici, professionali e trasparenti. Senza alcun inganno o sotterfugio".

Il presidente di Univendita, Luca Pozzoli, entra nello specifico e prende le distanze da alcune dichiarazione del presidente di Fmr, Marilena Ferrari, secondo cui alcune prassi valutate negativamente dall’Antitrust sarebbero "assolutamente comuni del settore". L’Authority, nella sua sentenza, ha precisato che alcuni venditori di Art’è ottenevano appuntamenti a domicilio promettendo libri in omaggio, per ottenere i quali in realtà si dovevano fare altri acquisti. "Questi comportamenti, così come l’aggressività nei confronti di qualunque cliente, non sono assolutamente una prassi nel settore – afferma Pozzoli – Anzi: l’incaricato alla vendita ha il dovere di agire in modo etico, trasparente e professionale. E le aziende di vendita diretta hanno il dovere di vigilare sul rispetto di tali comportamenti e, qualora si verificassero, ad intervenire immediatamente, velocemente e senza sconti".

 

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