Giornata Mondiale Acqua, Greenpeace: ripuliamo industrie tessili inquinanti

Nella Giornata Mondiale dell’Acqua Greenpeace rilancia i dati diffusi il mese scorso dal Ministero dell’Ambiente su più di 400 villaggi dove l’inquinamento dovuto alla produzione industriale ha causato un’impennata delle vittime per tumore. E’ una “mappa di villaggi del cancro” tuona Greenpeace sottolineando che questa cifra supera la precedente stima di dell’associazione ambientalista, che ne aveva identificati un centinaio.

Inoltre i dati sulla presenza di sostanze pericolose e metalli pesanti nel suolo e nell’acqua sono ancora secretati. Per denunciare con forza il problema, Greenpeace pubblica oggi il documentario “Textile Towns in the Shadows of Pollution”, che raccoglie le testimonianze di chi vive nei villaggi colpiti dall’inquinamento delle risorse idriche e lavora nelle fabbriche del tessile a diretto contatto con sostanze altamente pericolose. Il video è disponibile al link http://vimeo.com/62145439.

“Il governo cinese ha promesso di impegnarsi in modo aperto e trasparente per affrontare il problema dell’inquinamento dell’acqua da sostanze tossiche. – afferma Chiara Campione, responsabile di campagna di Greenpeace Italia  – In questa Giornata Mondiale dell’Acqua vogliamo ricordare a governi e aziende le loro promesse perché vogliamo celebrare e non denunciare”.

La campagna “Detox” di Greenpeace, lanciata a luglio 2011, ha visto finora l’adesione di 17 marchi globali della moda, tra cui Benetton, Zara, Levi’s e Victoria’s Secret, che si sono impegnati a eliminare entro il 2020 le sostanze tossiche dalla loro filiera produttiva e dai prodotti. L’impegno è anche quello di assicurare a chi vive in prossimità delle industrie tessili il diritto di conoscere quanto e cosa scaricano nell’ambiente queste fabbriche.

Greenpeace ha lanciato una sfida analoga anche al mondo dell’alta moda, con la campagna “The Fashion Duel”. In testa Valentino Fashion Group, l’unico brand a impegnarsi per raggiungere gli ambiziosi obiettivi Deforestazione Zero e Scarichi Zero nelle propria produzione. Marchi come Dolce&Gabbana, Chanel, Hermès, Prada, Alberta Ferretti e Trussardi non hanno invece nemmeno risposto al questionario. Per spingere queste aziende ad accettare la sfida per una moda più pulita, l’organizzazione ambientalista chiede di firmare la petizione sul sito www.thefashionduel.com come ha fatto l’attrice Valeria Golino, protagonista di un video appello che compare sul sito di Greenpeace. “Continueremo a denunciare le industrie che intossicano l’acqua del nostro Pianeta per assicurarci che le popolazioni del Sud del mondo abbiamo accesso a un diritto fondamentale, l’acqua pulita affinché la Giornata mondiale dell’acqua diventi una giornata di cui rammaricarsi e non da celebrare” – conclude Campione.

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