Acqua: dal 1° gennaio nuove regole per le tariffe

Dal primo gennaio 2014 entreranno in vigore nuove regole per le tariffe dell’acqua e diventerà operativa la direttiva sulla trasparenza delle bollette, per renderle più chiare ai cittadini. E’ stata inoltre approvata un’indagine per la misurazione dei consumi, per verificare la corretta gestione del contatore, fondamentale per introdurre la tariffa sociale. Decisa anche un’istruttoria sull’acqua contaminata dall’arsenico. Sono le iniziative avviate dall’Autorità per l’energia elettrica, per la quale in cinque anni serviranno 25 miliardi di investimenti nel settore idrico.

Dal 1° gennaio entrerà dunque in vigore il nuovo Metodo Tariffario Idrico introdotto dall’Autorità per l’energia per favorire costi sempre più efficienti e investimenti per ridurre le perdite e l’inquinamento ambientale. E, sempre da inizio anno, diventa operativa la Direttiva sulla trasparenza delle bollette per renderle più chiare e dare maggiori informazioni sui diritti dei consumatori, con l’obbligo ai gestori di pubblicare on line le Carte dei servizi. Le novità sono state annunciate dal presidente Guido Bortoni durante la seconda Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici che si è tenuta a Milano. L’Autorità intende promuovere nel settore idrico economicità, efficienza ed equilibrio economico-finanziario nella gestione, un servizio di qualità, lo sviluppo delle infrastrutture e la sostenibilità ambientale della fornitura ‘’affinché – ha dichiarato Bortoni- tutta la cittadinanza possa avere una ‘buona acqua’, restituita alla natura dopo una depurazione efficace, non lasciando alle generazioni future un’eredità negativa di inquinamento e sprechi”.

Oggi in Italia la situazione è critica e i problemi più rilevanti del settore idrico riguardano le infrastrutture e le perdite di rete, pari a oltre il 30% dell’acqua immessa e non fatturata, un livello fra i peggiori in Europa. A questo si aggiunge l’assenza di servizi di fognatura per il 15% della popolazione e di servizi di depurazione per il 30% della popolazione. In Spagna questa percentuale è intorno al 22%, in Gran Bretagna al 19%, in Danimarca al 10% e in Germania al 7%. I depuratori, inoltre, sono spesso obsoleti (in media oltre 20 anni di attività), inefficienti o inadeguati. L’Autorità ha stimato che sono state realizzate meno del 56% delle opere necessarie e che gli interventi più urgenti per superare carenze croniche e mettersi in regola con gli adempimenti europei richiedono oltre 25 miliardi di euro nei prossimi 5 anni.

“Una spesa così rilevante è difficilmente sostenibile con le sole tariffe. Per questo – ha detto Bortoni- insieme alle misure tariffarie l’Autorità è orientata allo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative e innovative quali, ad esempio, l’introduzione di hydrobond (titoli obbligazionari vincolati al finanziamento di piani di investimento), titoli di efficienza idrica e fondi nazionali, locali o ancor meglio di garanzia’’.

Su criteri innovativi poggia, in particolare, il nuovo Metodo Tariffario Idrico in vigore dal 2014, con particolare riferimento a due principi guida: la selettività e la responsabilizzazione da attuare attraverso una regolazione asimmetrica, capace di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. Nello specifico, sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari rispetto ai quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace a seconda dei propri obiettivi di sviluppo e delle peculiarità territoriali. Quest’anno intanto son state approvate le tariffe di 486 gestioni in base al precedente metodo tariffario transitorio, per un totale di oltre 20 milioni di abitanti serviti; l’incremento medio è stato contenuto al 2,7% rispetto al 2012, un valore inferiore al limite previsto dall’Autorità per evitare aumenti indiscriminati.

Fra le recenti attività dell’Autorità, si segnala l’approvazione dei criteri per la restituzione nelle bollette dei consumatori dell’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito abrogata dal referendum del 2011. Le iniziative a tutela dei consumatori proseguono con l’avvio di un’indagine per verificare il rispetto delle norme sulla lettura dei consumi e la gestione del contatore, indispensabile anche per introdurre la ‘tariffa sociale’ prevista nel ddl ambiente collegato alla legge Stabilità. Sugli interventi per garantire ai soggetti economicamente disagiati una fornitura gratuita per soddisfare i bisogni fondamentali, l’Autorità ha già fatto una consultazione prevedendo anche misure per limitare la progressività tariffaria alle famiglie numerose e ulteriori interventi per favorire l’accesso all’acqua.

L’Autorità ha inoltre deciso un supplemento di istruttoria sull’acqua contaminata da arsenico per acquisire ulteriori elementi utili a valutare le ricadute tariffarie, ma anche per verificare se i gestori hanno preso tutte le misure per garantire ai consumatori dei comuni coinvolti un servizio sostitutivo adeguato e per riportare i parametri nella legalità.

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