Aumenti Tarsu e canone acqua, UNC Calabria annuncia azione collettiva

L’Unione Nazionale Consumatori Calabria ha avviato un’azione collettiva a tutela degli utenti che non vogliono pagare le bollette di Tarsu e canone acqua che comprendono gli aumenti deliberati il 31 ottobre 2012 dalla triade commissariale del Comune di Reggio Calabria. Sono già oltre 60.000 le bollette consegnate a Poste Italiane e l’Associazione dei consumatori ritiene che tali aumenti siano illegittimi, considerando che i servizi erogati sono inesistenti. Si tratta di aumenti del 60% per la Tarsu (che aveva già subito un aumento ad opera della giunta comunale ad agosto 2011) e del 130% per il canone acqua.

Tutto questo rischia di mettere le famiglie calabresi sul lastrico, obbligandole a pagare costi elevati per servizi scadenti o addirittura per disservizi, come nel caso della raccolta dei rifiuti che da oltre un anno sta mettendo gravemente a repentaglio la salute dei cittadini. Per non parlare del fatto che dal 1° aprile 3013 entrerà in vigore la Tares e l’importo da pagare sarà ancora più elevato.

Ancora più assurdo l’aumento del canone acqua, visto che in alcune zone manca il requisito della potabilità e in altre l’acqua non viene erogata o è erogata parzialmente, in determinati orari. Anche se ci sarà la possibilità di rateizzare gli importi di queste bollette, la cifra da sborsare non cambia: una famiglia media composta da 4 componenti andrà a pagare circa 600 euro per il canone acqua e 330 euro per la Tarsu.

L’UNC Calabria, considerando inaccettabili tali esborsi in considerazione dei servizi resi, ha  avviato un’azione collettiva a tutela dei consumatori che riterranno di non dover corrispondere quanto viene loro richiesto, in presenza dei  presupposti per ottenere dai Giudici competenti provvedimenti che ristabiliscano il giusto equilibrio, qualità del servizio reso e importo da corrispondere.

L’Avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori, pone inoltre alcuni interrogativi alle istituzioni competenti:

  • negli ultimi decenni la strategia adottata dall’Unione Europea e recepita dall’Italia riguarda la riduzione dei rifiuti prodotti, dei loro effetti sulla natura e sull’ambiente e la possibilità di recuperare risorse da essi; perché invece a Regione Calabria lo smaltimento in discarica è ancora la prima soluzione applicata ?
  • come mai nonostante gli appelli raccolti dai cittadini a fare la raccolta differenziata si tramuta inopinatamente in un  aumento delle tariffe ?
  • perché al pari di altri comuni italiani anche del Sud in cui sono già una realtà, non sono stati realizzati gli Ecopunti che promettono di essere la nuova frontiera della raccolta differenziata, ovvero aziende che acquistano rifiuti come plastica, carta, alluminio, ferro per rivenderli a consorzi di riciclaggio?

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