Casa, Abi-Ance: correggere Imu e garantire i deboli

Il mattone è in crisi, anzi, per la prolungata difficoltà economica dell’Italia e l’inasprimento della pressione fiscale sta vivendo uno shock senza precedenti. Le famiglie, che da sempre nel nostro Paese investono sulla casa, hanno paura ad acquistare, e nel 2012 il flusso di nuovi mutui si è dimezzato rispetto al 2011. Bisogna sostenere la domanda; alcune proposte arrivano da Abi, Associazione bancaria italiana, e Ance, Associazione nazionale costruttori edili che hanno presentato un documento.

Presentato oggi a Roma un documento con 6 proposte per rilanciare la domanda immobiliare, riattivare il circuito del credito e introdurre forme di garanzie per favorire l’accesso al credito di famiglie e imprese.

Si parte dall’Imu, che va corretto. “L’Imu – si legge nel documento – ha prodotto veri e propri effetti espropriativi, andando a intaccare il valore dell’investimento, non solo della “prima casa”, ma, più in generale, di ogni forma di investimento immobiliare. Anche l’UE ha riconosciuto l’iniquità dell’attuale impostazione del tributo, che colpisce indiscriminatamente le famiglie e le imprese su tutto il territorio nazionale, per la doppia mannaia dell’aumento delle rendite catastali e delle aliquote. Occorre introdurre elementi di correzione dell’imposta, agendo da subito sulle rendite catastali, mediante una maggiore rivalutazione degli immobili di pregio allocati nei centri storici, rispetto a quelli situati in zone periferiche, e non, come è stato fatto, mediante una rivalutazione uguale per tutti”.

Qualche idea di correzione anche per le imprese di costruzioni, che pagano l’Imu su aree e fabbricati costruiti e destinati alla vendita, praticamente l’unica forma di tassazione sull’invenduto tra i settori industriali e, come tale, illegittima per la disparità di trattamento rispetto alle altre attività produttive. “E’ necessario ed urgente escludere tali immobili dalla tassazione Imu, che sta aggravando sempre più la situazione finanziaria delle imprese già colpite duramente dalla crisi economica in atto. Si potrebbe prevedere, inoltre, l’esenzione quinquennale per gli acquirenti di immobili che acquistano direttamente dai costruttori”.

Il secondo punto è l’efficienza energetica: secondo il documento di Abi e Ance occorre rendere stabile la detrazione del 55%, in scadenza il prossimo 30 giugno, rimodulandone l’intensità in funzione della maggior efficacia dell’intervento nel raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico dell’edificio ed estendendola agli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici. Sarebbe, anche, opportuno migliorare l’efficacia della detrazione del 36%-50%, oltreché prorogando l’aumento della detrazione in scadenza il prossimo 30 giugno, anche includendo nel suo ambito applicativo gli interventi di vera e propria “sostituzione edilizia” (demolizione e ricostruzione dell’esistente con variazione della sagoma e della volumetria, oggi esclusi dall’agevolazione).

Il terzo punto è favorire la mobilità della popolazione, riducendo le imposte sui trasferimenti delle unità immobiliari.

Ci sono poi alcune proposte per rilanciare l’offerta di credito: strumenti per riattivare il circuito del credito a medio-lungo termine e migliorare il funding delle banche; un piano per la ristrutturazione del debito delle imprese di costruzioni.

Infine sarebbe opportuno coinvolgere il Fondo di Garanzia per le PMI nelle operazioni immobiliari ecosostenibili: in questo particolare momento di difficoltà di raccolta a lungo termine delle banche, la creazione di un plafond dedicato a  questo specifico segmento del mercato consentirebbe di finanziare operazioni di sviluppo immobiliare oppure di riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, sia pubblico che privato.

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