Casa, Spi Cgil: boom di vendite in nuda proprietà. Anci su Imu: si rischiano “tensioni sociali”

Nei primi mesi del 2012 sono aumentate del 10% le vendite di case in nuda proprietà. Già 80 mila anziani hanno scelto questa formula, soprattutto nei grandi centri urbani e soprattutto a Roma, dove gli annunci di vendita in nuda proprietà erano 2.300 nel 2008, 3.100 nel 2009, 5.100 nel 2010 e sono arrivati a 8.700 nel 2011. I dati vengono da un’analisi realizzata da Spi Cgil sull’andamento del mercato immobiliare, che denuncia come nei primi mesi dell’anno ci sia stato un boom di vendita di immobili in nuda proprietà pari al 10% in più rispetto allo stesso periodo del 2011.

Secondo il Sindacato pensionati, “il fenomeno della nuda proprietà rappresenta il segno tangibile di una crisi che avanza sempre di più e che porta gli over 65 anni a dover ‘sacrificare’ la propria casa pur di avere una liquidità che gli possa garantire il proprio mantenimento a fronte di un potere d’acquisto delle pensioni drasticamente in calo e del costante aumento del costo della vita, dei servizi, dei prezzi e delle tariffe. Altrettanto determinante nella decisione dell’anziano di vendere il proprio immobile in nuda proprietà è la possibilità di avere le risorse con le quali aiutare figli e nipoti alle prese con la crisi occupazionale o con le difficoltà ad accedere al mercato del lavoro”. Il primato del ricorso a questa formula di vendita si concentra nel Lazio (40%) e soprattutto a Roma; seguono la Lombardia con il 14%, la Toscana con il 12%, la Liguria con l’11%, il Piemonte con il 9% e l’Emilia-Romagna con il 5%.

In una situazione del genere, continuano le polemiche intorno all’Imu. Proprio oggi l’Anci, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, è tornata a chiedere di cambiare le regole sull’Imu altrimenti si rischiano “tensioni sociali”. Ha detto infatti il presidente dell’Anci Graziano Delrio, al termine della riunione dell’Ufficio di presidenza dell’Associazione a Frascati: “Le regole sull’Imu vanno cambiate immediatamente. Così come è necessario che il governo ascolti le nostre istanze in vista della manifestazione dei sindaci a Venezia del prossimo 24 maggio. Il rischio, altrimenti, è che si creino tensioni sociali già a giugno“. La proposta dell’Anci è di “separare la quota statale da quella municipale, in modo che l’imposta sia più leggera. Il governo, poi, applichi una patrimoniale se lo ritiene necessario”.

Secondo il segretario generale dello Spi-Cgil Carla Cantone l’Imu “rischia di diventare un salasso insostenibile e insopportabile per tutti i cittadini e le famiglie italiane ma soprattutto per i pensionati e gli anziani, visto che nel nostro paese circa l’80% dei proprietari di casa ha più di 65 anni”.

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