HC Casa&Condominio. Energia: quando l’ex gestore spedisce fatture mostruose

“Il mercato libero permette al consumatore di scegliere l’operatore che preferisce optando per quello che gli offre il miglior rapporto tra qualità del servizio e prezzo. Ma non tutto funziona sempre come dovrebbe. Cosa fare dunque se si cambia la società di energia ma a distanza di anni si riceve una fattura con il ricalco di vecchi consumi da parte dell’ex gestore?  Federcontribuenti spiega quali via sono disponibili per il consumatore che si trovi in questo tipo di situazione.”

‘Per un consumatore conoscere i parametri utilizzati per il ricalcolo di consumi effettuati anni prima è quasi impossibile e si apre così una sorta di guerra fredda tra società erogatrice e consumatore”, afferma Federcontribuenti la quale sta certificando le società che si propongono ”per controllare che rispettino il codice del consumatore”.

”Questa bolletta contiene il ricalcolo del periodo agosto 2012 – febbraio 2014 per lettura errata. L’importo ricalcolato è pari a 1.660 euro”. Questa è la stringa contenuta in una bolletta inviata ad un associato Federcontribuenti.

È come se a distanza di qualche anno il nostro fruttivendolo ci inviasse una fattura perchè, tre anni fa, si era sbagliato a pesare le verdure acquistate e quindi a calcolare il giusto importo”, spiega l’associazione. “Un’assurdità, una frode se pensiamo alla difficoltà per un consumatore di risalire alle letture, al prezzo dell’energia, alle fasce orarie che si, sono riportate dall’ex gestore, ma come fidarsi?”.

Cosa deve fare un consumatore in questi casi?

Per prima cosa si deve fare reclamo alla società per mezzo pec o raccomandata – questa ha 40 giorni di tempo obbligato per rispondere -, di solito rigetta il reclamo motivando d’ufficio e all’utente non resta che denunciare all’Autority – AEEG – il comportamento scorretto. Ricordiamo che l’Authority può solo sanzionare la società ma non ha titoli per risolvere il problema dell’utente.

Cosa resta da fare a questo punto? Si avvia la conciliazione, cioè una terza parte cerca di mediare tra l’utente e la società trovando un accordo e il tutto deve accadere entro 30 giorni dalla richiesta di conciliazione. In ultimo per importi inferiori ai 2.500 euro si può citare in giudizio il gestore direttamente dal giudice di pace richiedendo anche eventuali danni.

Il problema però nasce a monte, dai contatori. Il libero mercato ha fatto nascere tantissime società che riforniscono le nostre case di Energia ma solo una la vende all’ingrosso e questa è l’unica titolata alla lettura dei contatori ed è l’unica che deve inviare alle società fornitrici la lettura, cioè i nostri dati e consumi utili al calcolo della bolletta. ”L’utente paga 2,50 euro a bimestre per il servizio di lettura automatica, quindi da contratto o meno è inaccettabile non arrivino i dati sul consumo effettivo”.

Federcontribuenti quindi consiglia: ”Controllate sempre la lettura del contatore riportata sulla bolletta con quella presente sull’apparecchio della vostra abitazione e segnalate incongruenze. Quando cambiate società controllate sul contratto la modalità di invio della lettura, non è la stessa per tutte. Per finire, se avete dubbi o problemi rivolgetevi pure alla nostra Associazione”.

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