Mattone in crisi, Agenzia Entrate: -30% compravendite e prezzi giù

Crollo del mercato del mattone: negli ultimi 3 mesi del 2012 il numero delle compravendite immobiliari in Italia è sceso del 29,6% su base annua, toccando il peggior dato dall’inizio della rilevazione, avviata nel 2004. Sono i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, secondo cui il volume si è quasi dimezzato rispetto al picco raggiunto nel 2006. Nel 2012 le compravendute si sono fermate a 444mila unità, il dato più basso dal 1985. In discesa, ma non troppo, i prezzi.

Nelle 12 città più grandi per abitanti, nel secondo semestre del 2012, i prezzi sono scesi ovunque tranne che a Verona (+0,2%). Le flessioni maggiori, si registrano a Catania (-4,1%); Genova (-3,5%) e Palermo (-3,4%).

Rispetto al 2011 le compravendite di case con mutuo ipotecario sono state il 38,6% in meno. In linea con l’aumento dei tassi di interesse, che si postano a un livello simile al 2006, la rata mensile iniziale subisce ancora un aumento nel 2012, superando i 700 euro in termini di valore medio nazionale.

Nonostante il pesante crollo delle compravendite di case, il prezzo ha mostrato solo un contenuto calo: nel secondo semestre 2012 infatti, la quotazione media di un’abitazione venduta a Roma ha superato i 312 mila euro (3.356 euro al mq) in diminuzione solo dello 0,9% rispetto al semestre precedente. La capitale risulta tra le città più care d’Italia. Oltre i 300.000 euro risulta anche la quotazione media per le case vendute a Firenze (314.600 euro) e Venezia (303.300 euro).

E il 2013 è iniziato se non con un’inversione di tendenza, almeno con un freno alla discesa dei prezzi: solo al Centro Italia i prezzi diminuiscono di oltre l’1,5%, mentre al Nord calano dello 0,6% e dello 0,2% al Sud. E’ la conclusione a cui è giunto l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale italiano condotto da Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it) e relativo al secondo semestre 2012 e al primo bimestre del 2013.

Per quanto riguarda il 2012, il prezzo medio degli immobili è diminuito a livello nazionale del 4,2% su base annua, e del 2,6% su base semestrale; al Sud si sono toccati picchi del 7%. I grandi centri (sopra i 250.000 residenti) hanno subito contrazioni di prezzo maggiori di quelle dei piccoli centri (6,5% vs 3,8%), mentre i prezzi più alti per comprare casa sono richiesti a Roma (4.742 euro al mq), Venezia (4.330 euro-mq), Siena (4.175 al mq) e Firenze (4.150 euro mq).

E nell’annus horribilis per l’immobile, il 2012, gli italiani “notoriamente restii” a concedere in affitto le proprie case, hanno cambiato idea: in tutto il 2012 e nel primo bimestre 2013 la crescita dell’offerta di immobili in affitto è stata superiore a quella dell’offerta degli immobili in vendita nella misura del 6%; va detto tuttavia, che la disponibilità di immobili in vendita sul mercato italiano rimane superiore a quella degli immobili in affitto.

E veniamo ai primi due mesi del  2013. Le realtà che hanno vissuto flessioni forti dei prezzi sembrano  essere avviate su una linea di maggior tranquillità. I prezzi nelle città con oltre 250.000 abitanti appaiono quasi in stallo con una diminuzione, nel primo bimestre del 2013, di appena lo 0,6%; meglio di quanto rilevato nei comuni con meno di 250.000 residenti, dove il dato arriva a -1%.

Stesso discorso anche per le macro aree italiane: il Centro Italia, fino ad oggi più restio ad abbassare i prezzi, nei primi due mesi del 2013 ha fatto registrare una contrazione degli importi richiesti pari all’ 1,6%. Dato molto più forte rispetto sia al -0,6% del Nord sia al -0,2% del Sud.

Federconsumatori e Adusbef lanciano l’allarme: “Il crollo della vendita degli immobili nel 2012 è un elemento drammatico. A determinare questa contrazione è principalmente la caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie, la cui contrazione dal 2008 ad oggi ha raggiunto quota -14,1%. A tutto ciò si aggiunge l’estrema difficoltà riscontrata dalle famiglie nell’ottenere un mutuo, nonché i tassi applicati, ancora ben al di sopra della media europea. Una scarsissima domanda, quindi, che si scontra, per di più, con i prezzi ancora troppo elevati degli immobili. Alla luce di questo andamento è chiaro ed evidente che l’unica strada per far ripartire il mercato immobiliare è quella del ridimensionamento dei prezzi, coerentemente con le sane logiche di mercato, in concomitanza con una riduzione della tassazione, giunta ormai a livelli insostenibili.

Comments are closed.