Manovra, CdM: riforma pensioni, aumento Iva, ritorno dell’Ici

“Chiamatelo decreto salva-Italia”, ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti illustrando la manovra varata dal Governo. Una manovra pesante. Nel provvedimento ci sono la riforma delle pensioni con il passaggio al sistema contributivo, il ritorno dell’Ici sulla prima casa, una imposta una tantum dell’1,5% sui capitali scudati, il blocco della indicizzazione delle pensioni superiori a circa 960 euro, una soglia di tracciabilità per il contante fissata in 1000 euro, la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, l’aumento dell’Iva di due punti percentuali a partire dalla seconda metà del 2012. Salta invece l’aumento dell’Irpef del quale si era parlato nelle anticipazioni dei giorni scorsi.

Sarà una manovra di “sacrifici”, parola sulla quale s’è fermata con le lacrime il ministro del Welfare Elsa Fornero quando ha illustrato le conseguenze dei provvedimenti sulle pensioni e il blocco delle indicizzazioni. Il decreto legge contiene “un pacchetto di misure urgenti per assicurare la stabilità finanziaria, la crescita e l’equità”, si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi. È un insieme di provvedimenti di emergenza, necessari per “affrontare una crisi finanziaria gravissima che ha investito in queste settimane l’area dell’euro e specificamente il debito sovrano, anche italiano. Il Governo – prosegue la nota – ha deliberato un complesso pacchetto di interventi che tuttavia, pur nell’emergenza, danno il via a una fase di riforma strutturale dell’economia italiana e determinano una prima fase di significativa riduzione dei costi della politica. Tutte le componenti della società italiana devono partecipare allo sforzo per la salvezza e il rilancio del Paese”.

È una manovra di oltre 30 miliardi lordi, con un insieme di interventi pari a circa 20 miliardi di euro strutturali per il biennio 2012-2014. Uno dei cardini è la riforma del sistema pensionistico. “E’ stato deciso – spiega Palazzo Chigi – il completamento della riforma della previdenza con l’estensione dal primo gennaio 2012 a tutti del metodo contributivo per il calcolo delle pensioni per le anzianità future. Viene istituito un sistema flessibile per l’età di pensionamento, che viene elevata a 62 anni per le donne con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni, per gli uomini la fascia di flessibilità è tra 66 e 70 anni. Le regole per le lavoratrici del settore privato raggiungono l’equiparazione ai lavoratori nel 2018”. Vengono abolite le quote di anzianità: per andare in pensione, serviranno 41 anni e 1 mese di contributi per le donne, 42 anni e 2 mesi per gli uomini. Uno dei provvedimenti varati dal Governo è il blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione: nel 2012 la rivalutazione è prevista solo per le pensioni minime di 480 euro e per le pensioni di importo doppio rispetto alla minime (pari a circa 960 euro), mentre viene congelata per tutti gli altri.

Torna l’Ici sulla prima casa attraverso l’anticipazione dell’introduzione sperimentale dell’IMU (Imposta municipale unica). Si accompagna alla rivalutazione del 60% delle rendite catastali. L’imposta sulla prima casa sarà del 4 per mille, con una finestra di intervento dei Comuni di un ulteriore 2 per mille e una detrazione di 200 euro; per le seconda casa, l’imposta sarà del 7,6 per mille.

Il CdM ha inoltre deciso un intervento fiscale una tantum con un’aliquota dell’1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con il cosiddetto “scudo fiscale”. A questo si aggiungono le imposte su beni di lusso quali auto di grossa cilindrata, barche, e aerei.

In arrivo un aumento del 2% per l’Iva, deliberato “a decorrere dal primo settembre 2012, a copertura della clausola di salvaguardia e da attuare solo nel caso in cui sia necessario. In tal modo si evita che scatti la riduzione automatica di tutte le deduzioni e detrazioni fiscali in particolare sulla famiglia”, spiega Palazzo Chigi. Il “pacchetto antievasione” del Governo prevede “il divieto di uso del contante per pagamenti superiori ai 1000 euro” – soglia superiore rispetto a quella di cui si parlava nei giorni scorsi.

Novità arrivano sul fronte delle liberalizzazioni, perché il CdM ha deliberato “un insieme di liberalizzazioni per la vendita di farmaci, per i trasporti, e per gli orari degli esercizi commerciali; vengono potenziale le funzioni dell’Antitrust”. In tema di Autorità indipendenti, si segnala la riduzione dei componenti di tutte le Authority e la previsione dell’arrivo di una Autorità per i trasporti. Le Regioni potranno finanziare il trasporto pubblico locale con una accisa sui carburanti.

“Il Governo ha avviato un’azione di selezione e di riordino dei programmi di spesa con l’abolizione di una serie di enti ritenuti non più utili – spiega Palazzo Chigi – In particolare, le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in funzioni già svolte da altri enti territoriali”.

Altri interventi riguardano le imprese. Spiega il Governo che “attraverso la deducibilità integrale dell’IRAP-lavoro vengono favorite le imprese che assumono lavoratori e lavoratrici per un importo di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel 2014. Vengono previsti con l’IRAP interventi a favore di donne e giovani per 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni del periodo considerato; con l’introduzione del meccanismo denominato ACE di favore fiscale alla raccolta di capitale di rischio, in modo da favorire la patrimonializzazione delle imprese, si interviene con un’azione di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013 e 3 nel 2014”.

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