Osservatorio: mutui casa, ecco come cambia la rata dopo il taglio dei tassi Bce

Gli italiani, in questi tempi di vacche magre, hanno imparato a utilizzare qualsiasi metodo e strumento consentisse loro di risparmiare. Il settore creditizio ha accusato pesantemente la regressione, ritoccando spesso verso l’alto i tassi d’interessi per compensare le perdite. Così, i consumatori hanno scoperto le potenzialità del web e preso l’abitudine di mettere i diversi mutui a confronto fra loro, scoprendo come in pochi clic sia possibile registrare un reale risparmio sulle rate. Ora però un’altra opportunità di risparmio sarà fornita direttamente dall’Unione Europea. Cerchiamo di scoprire in che misura.

Il recente taglio dei tassi da parte della Bce dallo 0,75 allo 0,50% influirà anche sulle rate dei mutui casa in corso e, probabilmente, dei vantaggi sugli interessi per la stipula dei nuovi. In che misura? Secondo un’analisi dell’Osservatorio SuperMoney, è possibile calcolare il risparmio per un mutuo variabile e per un mutuo fisso, considerando anche l’impatto della riduzione dello spread sulla rata mensile. La simulazione è stata effettuata immaginando un finanziamento bancario per l’acquisto della casa, sottoscritto da un impiegato di 35 anni, residente a Milano, per un importo di 100 mila euro (valore dell’immobile 200 mila euro), da restituire in rate mensili in 25 anni.

Nel caso in cui il mutuo sia stato sottoscritto nella versione a tasso fisso, la rata costerebbe oggi 598,66 euro invece che 632,74, come accadeva a maggio 2012, con un Taeg del 5,24 contro il precedente 5,81%. Questo grazie alla mossa della Bce, ma anche all’abbassamento dello spread, passato dal 4-4,7% all’attuale 2,5-2,65%. Lo stesso mutuo, a tasso variabile, avrebbe una rata di 485,73 euro e un Taeg del 3,22% (505,46 euro e del 3,59% un anno fa).

Il risparmio, quindi, ci sarà per entrambe le tipologie di mutuo, grazie all’effetto congiunto della diminuzione dello spread (intorno ai 250 punti) e del taglio dei tassi disposto dall’Eurotower al minimo storico.

C’è comunque da dire che è l’abbassamento dei tassi è fisiologico in prossimità delle decisioni della Bce riguardo al costo del denaro, in particolare quando questo verrà tagliato. Oltre alla riduzione registrata questo mese (media del -0,16%), infatti, il maggiore calo si è registrato quasi un anno fa, a giugno 2012. In quel caso, i tassi scesero in media dello 0,23%, quando Francoforte portò il costo del denaro dall’1 allo 0,75%.

Fra le due date, giugno 2012 e maggio 2013, i tassi applicati ai mutui sono rimasti piuttosto stabili, e comunque in calo di circa lo 0,24% a causa dell’abbassamento dello spread. La maggiore convenienza delle condizioni di stipula e il calo dei prezzi delle abitazioni suggerirebbero dunque che è il momento di comprare casa. Il vero ostacolo però è il blocco delle erogazioni da parte delle banche.

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