Rifiuti, Cittadinanzattiva: tariffe fuori controllo

Le tariffe dei rifiuti sono fuori controllo. E variano tantissimo da città a città, con cifre che raddoppiano o si dimezzano a seconda del capoluogo di riferimento e della regione in cui ci si trova. Nel 2011 una famiglia ha sostenuto in media una spesa di 246 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con un aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente. Dal 2007 al 2011 l’aumento è stato in media del 14%. Ma cinque città in un solo anno registrano aumenti record superiori al 20%: Foggia (+30,4%), Venezia (+28,1%), Sassari (+26,8%), Vibo Valentia (+24,4%) e Macerata (+22,7%). In altre sei città, gli incrementi sono superiori al 10%.

Il dossier rifiuti di Cittadinanzattiva fotografa un panorama in cui la gestione dei rifiuti “meno funziona e più la si paga”. A Napoli, la città più cara d’Italia, la spesa annua per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani ammonta a 508 euro, record nazionale, il quadruplo rispetto alla città meno cara d’Italia, Isernia (122 euro). Tra i 10 capoluoghi con le tariffe più alte, solo tre non sono al Sud: Roma (378 euro), Carrara e Venezia (346 euro). Fra le città più costose, al secondo posto della non invidiabile classifica c’è Salerno (421 euro) seguita da Siracusa (407 euro) e da Catania (396 euro). La lista delle città più care comprende Caserta, Benevento e Agrigento.

In generale, la media annua più alta si registra in Campania (378 euro), la più bassa in Molise (146,5 euro), a dimostrazione di una marcata differenza tra aree geografiche del Paese che trova conferma anche all’interno di una stessa Regione: in Lombardia, per esempio, a Milano (262 euro) la Tarsu arriva a costare quasi il doppio della Tia pagata a Brescia (134 euro); in Sicilia, la Tarsu pagata a Siracusa (407 euro) supera di 165,5 euro la Tarsu pagata a Caltanissetta; in Toscana la Tia pagata a Livorno (304,5 euro) supera di ben 127,5 euro la Tia pagata a Firenze (177 euro).

Dal dossier emerge che la media più elevata in quanto a a produzione pro capite di rifiuti è al Centro con 604 kg, seguito dalle regioni del Nord (530kg) e del Sud (493 kg). I virtuosi della raccolta differenziata, invece, sono le regioni del Nord, nettamente avanti (48%, sostanzialmente in linea con quanto stabilisce la legge) rispetto a Centro (25%) e Sud (19%).

“La gestione del ciclo dei rifiuti è emblematica delle tante contraddizioni di cui è vittima il nostro Paese: il servizio non migliora mentre i costi sopportati dalle famiglie sono sempre maggiori – commenta Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva – Le tariffe aumentano di più nelle zone del Paese a più basso reddito: negli ultimi 5 anni, sono aumentate mediamente del 44% in Campania e del 20% circa in Calabria. Da Sud a Nord, gli incrementi si registrano ovunque, a dimostrazione della mancanza di una politica nazionale della gestione dei rifiuti, capace di legare gli elementi di costo ad elementi di qualità del servizio, a tutto vantaggio di chi continua ad operare in assoluta assenza di trasparenza. La conseguenza di tutto ciò è che in Italia più del 40% dei rifiuti va ancora a finire in discarica, la raccolta differenziata stenta al Centro e al Sud e il coinvolgimento dei cittadini nella valutazione del servizio, previsto dal 2008, è ancora un’utopia”.

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