Tasi, Uil: più cara dell’Imu per una famiglia su due

“Paese che vai, detrazioni che trovi”: è quanto afferma la Uil – Servizio politiche territoriali che, analizzando il costo della tassa sui servizi indivisibili (Tasi) di quest’anno conferma che per una famiglia su due il conto sarà più salato rispetto all’Imu del 2012. Sarà anche difficile calcolare il diverso impatto delle due tasse perché le detrazioni sono decise a livello comunale e ogni comune fa da sé: secondo la Uil ci sarebbero 75 mila diverse combinazioni diverse di detrazioni e il risultato è comunque una penalizzazione delle famiglie con figli.

Per una casa accatastata in A3, il costo medio della Tasi è di 129 euro (contro i 110 euro dell’Imu 2012) mentre per una casa in A2 si pagheranno 293 euro (contro i 333 euro in media pagati con l’Imu nel 2012). Il punto di partenza è rappresentato da fatto che, nonostante ingorghi, caos e proroghe, sono oltre 7 mila i Comuni che hanno pubblicato le delibere della Tasi sul sito del Ministero dell’Economia: agli oltre 2 mila che avevano deciso entro la precedente scadenza di maggio se ne sono aggiunti altri 5 mila dove il 16 ottobre si pagherà dunque l’acconto del 50% della Tasi. Fra questi comuni ci sono Roma, Bari, Catania, Verona, Padova, Palermo, Siena, Perugia, Firenze e Milano. I Comuni ancora inadempienti avranno tempo fino alla fine di novembre per pubblicare le delibere, ma in questo caso si pagherà in un’unica soluzione il 16 dicembre. In caso di ulteriore mancata pubblicazione,il 16 dicembre si pagherà in un’unica soluzione ma con l’aliquota base dell’1 per mille.

Ma la Tasi a conti fatti sarà più leggera o più pesante dell’Imu pagata nel 2012? È questa la domanda delle domande cui tutte le stime cercano di dare una risposta. La Uil ammette che “è difficile valutare il peso delle 2 imposte, perché la Tasi, a differenza dell’Imu,non presenta detrazioni nazionali uguali per tutti, essendo queste demandate ai singoli Comuni (la UIL ne calcola almeno 75 mila combinazioni diverse), tanto da poter parafrasare il detto “paese che vai detrazioni che trovi”. Detto ciò, la media dell’aliquota applicata dagli 84 capoluoghi è del 2,57 per mille (superiore all’aliquota massima “ordinaria”). In ogni caso, la terza simulazione del Servizio Politiche Territoriali della UIL, conferma il trend: su 336 famiglie residenti nelle 84 Città capoluogo oggetto del campione, per il 51,8%di esse (1 famiglia su 2), la Tasi sarà più pesante di quanto pagato con l’IMU nel 2012”.

Per una casa accatastata in A/3 su 168 famiglie, per 103 di esse (il 61,3% del totale del campione), la Tasi è più pesante dell’Imu. Per un appartamento in A/2, su 168 famiglie, per 71 (il 42,3% del totale del campione), la Tasi risulta essere più pesante dell’Imu 2012. Nel dettaglio, emerge inoltre la penalizzazione delle famiglie con figli: per un’abitazione in A/3 ed un nucleo familiare senza figli, la Tasi è più pesante del’Imu per il 48,8% delle famiglie mentre con un figlio tale percentuale sale al 73,8%; per un’abitazione in A/2 ed un nucleo familiare senza figli, il conto della Tasi è più pesante per il 35,7% delle famiglie mentre con un figlio la percentuale sale al 48,8%.

La Uil riporta inoltre i risultati della simulazione nelle diverse città, come dimostrano – al di là delle cifre – l’estrema variabilità della situazione che le famiglie dovranno fronteggiare. A Mantova per un immobile accatastato in A/3 una famiglia senza figli pagherà 154,64 euro in più dell’Imu; con un figlio pagherà 181,44 euro in più. A Novara la Tasi è più pesante dell’Imu di 101,72 euro per una famiglia senza figli e di 151,72 euro per una famiglia con un figlio; a Frosinone, Pistoia, Udine e Vibo Valentia si pagheranno 86,60 euro in più senza figli e 136,60 euro in più con un figlio. Mentre a Firenze la Tasi costerà senza figli mediamente 7 euro in più e con un figlio 32 euro in più, a Bologna senza figli si pagheranno 2 euro in più e con un figlio 52 euro in più; a Milano senza figli si risparmieranno 0,40 centesimi, ma con un figlio la Tasi sarà più pesante di 30 euro. Ancora, il confronto mette in evidenza che anche laddove si risparmia, il minore costo si assottiglia se la famiglia è più numerosa: a Roma senza figli si risparmieranno 99 euro e con un figlio 49 euro; così come si risparmiano 43 euro a Genova per una famiglia senza figli e 18 euro con un figlio. A Torino la Tasi è più leggera dell’Imu di 95,20 euro per una famiglia senza figli e di 75,20 euro con un figlio; a Napoli si risparmieranno 78,50 euro senza figli e 38,50 euro con un figlio; a Trento si pagheranno 76,80 euro in meno in una famiglia senza figli e 26,80 euro in meno con un figlio; a Bari il risparmio sarà di 102,40 euro senza figli e 52,40 euro con un figlio.

Il costo medio della Tasi nelle città campione è di 211 euro medi a fronte dei 222 euro medi pagati con l’Imu nel 2012. Per la tipologia di casa in A/3, la Tasi costerà mediamente 129 euro a fronte dei 110 euro pagati con l’Imu nel 2012, con punte di 249 euro ad Ancona e Messina, di 209 euro a Catania e di 208 euro a Palermo. A Roma, per questa tipologia di casa, il costo medio sarà di 79 euro; a Milano di 92 euro; a Bologna di 105 euro; a Cagliari di 119 euro senza figli e 79 euro con un figlio; a Genova di 135 euro senza figli e 110 euro con un figlio; a Napoli 99,50 euro; a Torino 139 euro senza figli e 109 euro con un figlio; a Venezia 129 euro senza figli e 79 euro con un figlio; a Firenze 109 euro senza figli e 84 euro con un figlio; a Milano 102 euro senza figli e 82 euro con un figlio. Per la tipologia di casa in A/2 mediamente il costo della Tasi sarà di 293 euro a fronte dei 333 euro pagati con l’Imu nel 2012, ma anche qui ci sono molte differenze e punte di 416 euro a Ancona, Bari, Cremona, Parma e Messina. A Venezia si pagheranno mediamente 359 euro; a Firenze 333 euro; a Napoli 316 euro; a Milano 315 euro; a Roma 285 euro;Torino 400 euro; a Palermo 354 euro.

Il vero problema, commenta il Codacons davanti a questi dati, non è l’entità del gettito, quanto la ripartizione del suo peso sulle famiglie italiane, che  rende la Tasi la “tassa delle disparità”, che inciderà in modo più pesante sulle famiglie a reddito medio-basso rispetto a quelle con reddito elevato, perché, per effetto delle minori detrazioni, chi possiede un’abitazione con rendita catastale modesta si troverà a pagare di più rispetto all’Imu, mentre chi è proprietario di un immobile di prestigio sarà avvantaggiato dalla Tasi rispetto alla vecchia imposta. “Si tratta di una evidente disparità sociale, una ingiustizia che si aggiunge alle tante che hanno caratterizzato la Tasi fin dalla sua nascita, con pagamenti diversificati sul territorio e scadenze variabili a seconda degli umori delle amministrazioni comunali”, afferma il presidente Carlo Rienzi.

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