Tassa unica sulla casa? Anci: sarebbe la benvenuta

E se al posto della Tari e della Tasi ci fosse un’unica imposta comunale? Proprio nei giorni in cui i contribuenti sono alle prese con il calcolo della Tasi e mentre si moltiplicano le stime sul peso fiscale che graverà sui cittadini (i consumatori parlano di una stangata) nei giorni scorsi l’ultimo annuncio del presidente del Consiglio Matteo Renzi è arrivato dagli schermi di Quinta Colonna: introdurre un’unica tassa per i Comuni dal prossimo anno. Per l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) l’’ipotesi è “benvenuta” se si assicurerà un sistema sostenibile.

Non da quest’anno perché quest’anno c’è la Tasi che è una scelta del passato, ma dal 2015 ci sarà un’unica tassa, secca, chiara“, nei Comuni per case, strade, asili, giardini e servizi, ha detto il premier, per il quale sarà il Comune a decidere quale aliquota applicare e ne sarà responsabile davanti ai cittadini. L’annuncio è stato accolto favorevolmente dall’Anci: “L’ipotesi di un vero riordino sulla Tasi è la benvenuta, ovviamente a condizione che si assicuri un sistema semplice, sostenibile e duraturo per la generalità dei Comuni, e che non si comprometta ancora una volta la possibilità di approvare i bilanci in tempo utile per gestire gli Enti”.

Certamente sarebbe una semplificazione per i cittadini, alle prese proprio in questi giorni con i complicati calcoli della Tasi. Le stime sul peso della Tasi per le famiglie sono divergenti: tutto dipende dal Comune di riferimento, compreso il meccanismo delle detrazioni (la Uil parla di 75 mila diverse combinazioni di detrazioni), e il dato su quanto dovranno pagare i cittadini è molto vario. Secondo la Uil, ad esempio, per una casa accatastata in A3, il costo medio della Tasi sarà di 129 euro (contro i 110 euro dell’Imu 2012) mentre per una casa in A2 si pagheranno 293 euro (contro i 333 euro in media pagati con l’Imu nel 2012). Per Federconsumatori e Adusbef, le famiglie dovranno sborsare in media 231 euro per la Tasi, che diventano però 409 euro nelle città capoluogo di regione.

L’Anci però dà stime diverse e parla di una spesa di circa 184 euro annui. “La variabilità delle aliquote e delle detrazione della Tasi sull’abitazione principale – dovuta alla legge nazionale che ha abolito il livello di detrazione minimo obbligatorio – è tra i principali motivi della grande confusione delle notizie di stampa, che rilanciano periodicamente le analisi dei diversi osservatori – ha detto l’Anci in una nota – I dati elaborati dall’Ifel sulla situazione della Tasi nei Comuni capoluogo di provincia ha permesso di valutare il prelievo sull’abitazione principale media (media delle abitazioni di categoria catastale A2, A3, A4, che comprendono circa l’85% dei casi), che nel complesso dei capoluoghi è pari a 184 euro annui, senza considerare i tre casi di non applicazione del tributo. Il prelievo annuo medio è molto diversificato: va dai 30 euro annui dei casi di minore impatto, ai circa 430 euro nei capoluoghi che hanno applicato un’aliquota relativamente elevata (intorno al 2,5 per mille, circa 15 casi)”.

Per quanto riguarda invece l’ipotesi di un riassetto complessivo del sistema fiscale comunale, con un’unica imposta, l’Anci ha detto che “i Comuni sono stati le prime vittime dell’incertezza che ha caratterizzato i tributi comunali nel triennio 2012-2014, che ha avuto conseguenze gravissime per la perdita di collegamento tra pressione fiscale e effettive risorse disponibili e per l’incertezza sulla dimensione effettiva dei fondi assegnati a ciascun ente. L’ipotesi di un vero riordino è quindi la benvenuta, l’Anci da tempo chiede che la tassazione immobiliare sia assegnata integralmente ai Comuni secondo un principio di equità, ovviamente a condizione che ci sia lo spazio per verificare l’impianto normativo e le previsioni di gettito, al fine di assicurare un sistema semplice, sostenibile e duraturo per la generalità dei Comuni, e che non si comprometta ancora una volta la possibilità di approvare i bilanci in tempo utile per gestire gli Enti e si rispetti la loro capacità di programmazione. Se queste condizioni non dovessero verificarsi sarebbe forse meglio congelare la disciplina del 2014 ancora per un anno, e prendere il tempo necessario per un reale riordino”.

 

Un commento a “Tassa unica sulla casa? Anci: sarebbe la benvenuta”

  1. Costante ha detto:

    Se si va a vedere il dettaglio della TARI, si scopre un 5% di “Addizionale provinciale” : A pro di quale spreco?
    Intervengano efficacemente le 17 Associazioni di consumatori (ne basterebbe una sola ma autorevole) a contrastare questa infinità di minisalassi tariffari. !!!