“Investire nel sociale”, la richiesta de “I Diritti alzano la voce”

Un uomo qualunque, in giacca e cravatta, incappucciato, che prova a parlare ma – proprio a causa del cappuccio – riesce solo a farfugliare suoni indistinti e soffocati. È questa l’immagine su cui è costruita la campagna di comunicazione sui diritti di cittadinanza promossa da I diritti alzano la voce, un network formato da 24 organizzazioni del volontariato e del terzo settore italiani. Il claim della campagna recita: “Chi nega i diritti, cancella le persone”.Obiettivo delle campagna è porre all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dei diritti di cittadinanza, in particolare di quelli sociali, non sufficientemente tutelati nella vita concreta della collettività ciò a causa di un convincimento comune della classe politica secondo cui i diritti e la spesa sociale sono un lusso che non potremmo più permetterci.

Le parole diventano troppo spesso fatti in questo settore: tra il 2007 e il 2013 si prevede una riduzione degli stanziamenti a favore dei fondi nazionali da 1.594 a 144 milioni di euro! Il fondo più importante, quello per le Politiche sociali, passerebbe da 1 miliardo a 45 milioni di euro. Il fondo Politiche per la famiglia da 220 milioni a 31. Azzerati il fondo per la non autosufficienza e quello per l’inclusione degli immigrati. Il fondo per le politiche giovanili verrebbe ridotto dai 130 milioni del 2007 agli 11 previsti per il 2013. Il fondo per le pari opportunità da 50 a 17 milioni. Anche il Fondo per l’Infanzia e l’Adolescenza perderebbe qualcosa, passando da 44 a 40 milioni.

 

I diritti alzano la voce si propone con questa campagna anche di evidenziare la necessità di tornare a “investire nel sociale”, se si vuole davvero riformare il sistema di protezione sociale, come richiesto dal Presidente Napolitano e preannunciato da diversi esponenti del Governo Monti.

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