8 marzo, donne in politica e al volante: la crisi chiede più presenza femminile

Oggi, 8 marzo, si festeggia la Giornata della donna. Importanti i dati che riguardano il ruolo del gentil sesso nella società, anche in un momento di pesante crisi economica. Anzi, è proprio la crisi che ci spinge a pensare di dare più spazio pubblico alle donne. Secondo un recente Eurobarometro il 78% degli europei pensa che, se le donne dei paesi in via di sviluppo ricoprissero cariche politiche, le cose migliorerebbero. Secondo più di tre quarti delle persone interrogate, conferendo alle donne un ruolo di spicco nei paesi in via di sviluppo si rafforzerebbe il rispetto dei diritti umani.

Il 72% ritiene inoltre che questo migliorerebbe le condizioni di vita e il 65% che permetterebbe di evitare conflitti e guerre. Più di 9 europei su 10 pensano che la parità fra i sessi migliori il funzionamento generale delle società e che tutti i programmi di aiuti debbano tenere specificamente conto dei diritti delle donne. Per quanto riguarda l’incidenza dei problemi su uomini e donne nei paesi in via di sviluppo, la maggior parte delle persone interrogate pensa che le donne siano più esposte degli uomini alle violenze fisiche (83%), a problemi di accesso all’istruzione (63%), nonché al mancato rispetto dei diritti umani di base e alla mancanza di reddito/lavoro (61%).

Tuttavia le donne subiscono ancora pesanti discriminazioni nei paesi in via di sviluppo e sono esposte a gravi rischi per la salute, soprattutto nel caso delle madri. Un terzo delle donne è vittima di violenze nel corso della vita.

Grazie al sostegno della Commissione, dal 2004 ad oggi, più di 85.000 nuove studentesse si sono iscritte alla scuola secondaria; più di 4 milioni di parti si sono svolti in presenza di personale sanitario; si è arrivati a 10,8 milioni di consultazioni nel settore della salute riproduttiva.

Venendo all’Italia, con le nuove elezioni politiche, il Parlamento è diventato più rosa: tra Senato e Camera quasi un eletto su tre è donna (31%) e l’Italia batte anche il Parlamento Europeo dove la percentuale si ferma al 25%. “Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un profondo cambiamento con un aumento medio del 47% della presenza femminile che avvicina l’Italia ai migliori standard europei. Tra i partiti maggiori – precisa la Coldiretti – il più alto numero di donne arrivate in Parlamento si trova nelle liste del Pd, con il 41%, che precede Movimento Cinque Stelle al 38%, Pdl e Lista Monti-Udc-Fli entrambi al 22%, Sel al 20% e Lega Nord al 14%. Tra i Paesi dell’Unione Europea la presenza femminile nel Parlamento per la Francia è al 25%, per la Gran Bretagna al 22% mentre valori superiori – conclude la Coldiretti – si registrano solo tra le elette alla Camera in Germania, con il 32% ed in Spagna con addirittura il 38%”.

Oltre ad entrare in politica, le donne sono ormai da tempo anche al volante dell’auto: in occasione della Festa della Donna Viasat Group diffonde alcuni dati che saranno pubblicati sulla 8° edizione della Guida alla Sicurezza Stradale di Viasat Group: le donne rimaste ferite in incidenti stradali nel 2012 sono 113.242 (178.776 gli uomini), mentre quelle purtroppo decedute sono 855 (3.005 gli uomini). La prima fascia di rischio anche per le donne si conferma quella giovanile: da 20 a 24 anni. Ma per quelle successive si passa alle fasce d’età degli anziani, cioè 75-79 e 80-84 anni. Lombardia, Lazio e Emilia Romagna sono le Regioni dove si registrano più donne vittime a seguito di un incidente stradale. Giovedì il giorno in assoluto più a rischio (il venerdì e il sabato invece rispetto alle auto in circolazione); la strada extra-urbana la più pericolosa; agosto il mese più nero.

Le statistiche evidenziano un altro aspetto importante. Le donne conducenti rimaste vittime della strada sono 317 (7 volte superiore è il dato degli uomini) e quasi 61 mila quelle rimaste ferite (141.310 gli uomini) . Come passeggere, invece, sono quasi 41.555 mila quelle rimaste ferite e 282 quelle decedute. Un altro dato significativo: sono ben 11.592 le donne che sono state investite (pedoni) sulle strade (un numero superiore ai maschi) e 256 le vittime. Di queste gli anziani rappresentano la categoria più a rischio: la fascia d’età tra 70 e 84 è quella più drammaticamente colpita.

“Pensando alla sicurezza delle donne – si legge in una nota di Viasat Group – sono oggi sul mercato dispositivi satellitari (la Pink Box è studiata proprio per loro) che permettono di lanciare un SOS e di ricevere immediatamente sul posto, soccorsi immediati (carro attrezzi, ambulanza o anche la polizia se ci si sentisse minacciati), grazie alla Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24, 365 giorni l’anno”.

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