8 marzo, Unioncamere: nel 2011 aumenta imprenditoria femminile

Nel 2011 si sono contate quasi 7 mila imprese in più dirette da donne, pari a un aumento dello 0,5%. “A dispetto della crisi, anche nel 2011 il binomio donna-impresa fa un piccolo passo avanti, allargando la platea delle imprese a guida femminile”. È quanto afferma Unioncamere lanciando, in occasione dell’8 marzo, i dati del proprio Osservatorio dell’imprenditoria femminile: questo segnala appunto che sono quasi 7mila le imprese ‘rosa’ in più rispetto al 2010, con un incremento dello 0,5%. Le imprese femminili a fine 2011 sono dunque 1.433.863, pari al 23,5% del totale delle imprese italiane. Per il presidente Unioncamere Ferruccio Dardanello, sono dati che vanno valorizzati nella prospettiva di sostenere la crescita, e per crescere servono politiche di welfare e strumenti finanziari.

L’analisi regionale evidenzia che gli aumenti percentuali più rilevanti sono nel Lazio e in Lombardia, dove le imprese-donna registrano nel 2011 una crescita rispettivamente dell’1,3% e dello 0,9%. In quasi tutta l’Italia centro-settentrionale  (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche) c’è comunque una “più spiccata vivacità delle imprese femminili”. Nella “femminilizzazione” del tessuto imprenditoriale le regioni leader si confermano quelle della fascia Centro-meridionale: nell’ordine, sono Molise (dove le “imprese rosa” superano il 30% del totale), Basilicata (27,8%), Abruzzo (27,7%) e Campania (26,8%).

I settori che più sono cresciuti lo scorso anno, e che alimentano dunque l’espansione dell’imprenditoria femminile, sono quelli del turismo e dei servizi alla persona, che contano rispettivamente 2.901 e 2.011 imprese in più. Ad attrarre l’interesse delle nuove imprenditrici ci sono anche le costruzioni (+1.348 nuove attività) e le attività immobiliari (+1.324).

“Questi dati – ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – tratteggiano un universo femminile che sta lottando con tutte le sue forze contro la crisi e che dimostra di saper resistere con orgoglio. Le donne rappresentano un patrimonio di competenze spesso più elevate rispetto a quelle maschili e che va assolutamente promosso e incoraggiato a misurarsi sul mercato attraverso l’impresa”.

Dardanello non nasconde però gli ostacoli che pure esistono: “Purtroppo – ha aggiunto – sono ancora molti gli ostacoli che limitano le donne nell’esprimere appieno la propria creatività e professionalità nel mondo del lavoro, anche se il loro contributo si fa sentire da sempre nelle tante imprese familiari che caratterizzano il nostro tessuto produttivo. Credo che nelle iniziative che si stanno discutendo per sostenere la crescita, una grande attenzione vada posta a tutti quegli strumenti, innanzitutto di welfare ma anche di tipo finanziario, che possono facilitare l’impegno delle donne nelle attività economiche”.

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