Abogados, il CNF ricorre alla Corte di Giustizia UE: abuso del diritto?

Da qualche anno è diventata una pratica comune, per alcuni giovani avvocati italiani, quella di andare in Spagna dopo la laurea per ottenere lì il titolo di abogados e, tornati in Italia, chiedere l’iscrizione “automatica” all’elenco speciale degli avvocati stabiliti. Sono in molti a pensare che questa prassi rappresenti una violazione della concorrenza a danno di chi, invece, per diventare avvocato sostiene in Italia l’esame di abilitazione. Qualche giorno fa è intervenuto direttamente il Consiglio Nazionale Forense che si è rivolto alla Corte di Giustizia dell’Unione europea chiedendo se questa pratica può configurare come un abuso del diritto, vietato dall’articolo 4 del Trattato Ue (norma sovraordinata alla direttiva stabilimento).

Il CNF ha presentato un rinvio pregiudiziale a titolo di giudice speciale delle impugnazioni sui provvedimenti di diniego di iscrizione da parte dei Consigli dell’Ordine locali; nell’ordinanza si ricorda che è la stessa giurisprudenza comunitaria a riconoscere alle autorità nazionali competenti (in questo caso i Consigli dell’Ordine) il diritto/dovere di accertare un eventuale abuso del diritto in caso di indici di anomalia.

Nella pratica in questione l’abuso del diritto comunitario si concretizzerebbe nel superamento della legislazione italiana che richiede come condizione per l’esercizio della professione forense in Italia il superamento di un esame di Stato.

Il CNF ha informato l’Antitrust dell’ordinanza, segnalando all’Autorità che proseguono i messaggi pubblicitari ingannevoli diretti a promuovere servizi finalizzati al conseguimento in Spagna del titolo di “avvocato”, già oggetto del provvedimento sanzionatorio adottato dall’Antitrust il 23 marzo 2011 su segnalazione del CNF.

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