Assoutenti festeggia i suoi 30 anni

Nata nel 1982, quando la società stava andando verso un progressivo distacco dall’impegno politico, (la cosiddetta stagione del “riflusso”), oggi Assoutenti festeggia il suo 30° compleanno: 30 anni fa il consumerismo fu scelto come risposta all’allontanamento dei cittadini dalla partecipazione. Si intuì che in un momento del genere la scelta di discutere delle inefficienze dei servizi pubblici potesse essere il modo migliore, e comunque un modo nuovo, per fare politica.

Sono passati 30 anni e oggi ci troviamo di nuovo di fronte ad un fenomeno sociale diffuso di disaffezione dalla politica: forse le cause sono diverse, ma la reazione della società è molto simile. Ed è in questi momenti che si sente ancora più forte l’urgenza di difendere il cittadino/consumatore.

E’ stato questo il messaggio forte che il Presidente di Assoutenti, Mario Finzi, ha voluto lanciare in questa giornata: il consumerismo come risposta politica e comunque attuale alla rassegnazione. Finzi ha ripercorso le prime vittorie del movimento a tutela dei consumatori, ricordando la prima battaglia di Assoutenti a favore dei pendolari, per la regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali. Si tratta di vittorie che hanno migliorato la qualità della vita dei cittadini e che continuano ancora oggi. Basti pensare che negli anni in cui è nata Assoutenti la parola consumatore non era mai entrata nel panorama normativo.

Oggi abbiamo un Codice del Consumo e una legge che ha conferito un riconoscimento al ruolo delle Associazioni. Tutto questo ci fa addirittura pensare ad un’ipotesi: l’inserimento della figura del consumatore all’interno della Costituzione. In altri Paesi, come Portogallo, Spagna, Lituania e in quasi tutti gli Stati dell’America Latina, già c’è. Certo si tratta di Costituzioni molto più nuove della nostra, ma una riflessione si è aperta anche da noi.

“Io sono convinto – ha affermato il Presidente di Assoutenti – che il consumerismo sia una forma, sicuramente tenue, ma  moderna per affrontare anche alcune esigenze di redistribuzione della ricchezza e dei diritti”. Un tema fondamentale in questo senso è il servizio universale: “un baluardo da difendere – ha sottolineato Finzi – un concetto sicuramente dinamico nel tempo, ma da difendere nella sua sostanza e nei suoi obiettivi di solidarietà sociale dai continui attacchi e svuotamenti che sta ricevendo negli ultimi anni”.

“Il servizio universale è un concetto collegato ad una questione molto importante che negli ultimi anni ha ricevuto troppe bastonate – ha affermato Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori – La questione della solidarietà, che ha avuto una caduta impressionante in molti paesi e credo che sia urgente ricostruirla per una nuova convivenza sociale. Proprio ultimamente abbiamo visto il Governo sfilarsi, con un decreto, dalle calamità naturali. Noi abbiamo attaccato fortemente questo decreto perché mette in discussione il concetto di fondo della solidarietà e della risposta che uno Stato deve dare al cittadino in difficoltà”.

Trefiletti ha parlato di una contraddizione forte, ma positiva, che si vive all’interno della Associazioni dei consumatori: “Noi vogliamo la massima concorrenza del mercato ma non dei diritti universali”. Insomma non è possibile avere un trasporto ferroviario pubblico a tre classi, in cui si può viaggiare benissimo e con tutti i confort oppure senza diritti come succede ai pendolari”.

Il servizio universale, quindi, va difeso ancora oggi, anzi oggi ce ne sono di nuovi: nelle telecomunicazioni, ad esempio, il servizio universale non può più contemplare soltanto la telefonata, ma deve includere anche la banda larga. Sicuramente le Autorità di regolazione sono una garanzia per la difesa del servizio universale, anche se “bisogna trovare il giusto livello di regolazione, quell’asticella entro cui ci sia un servizio universale soddisfacente e non minimo, e al di sopra di essa ci sia ampio spazio servizi diversi”.

E’ quanto ha spiegato Luigi Carbone, Commissario dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas: “Le Autorità esistono per i cittadini e noi dobbiamo assicurare loro regole stabili nel tempo. Non essendo eletti, noi lavoriamo con la consultazione delle parti e le Associazioni dei consumatori sono per noi come dei fratelli maggiori cui chiedere anche dei consigli. La nostra prossima sfida su cui stiamo lavorando è quella dei contratti non richiesti”.

A proposito di questo Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, ha detto che l’Autorità avrebbe potuto fare di più, intervenendo in modo più deciso sul problema. Longo ha, però, parlato di Europa, essendo il rappresentante del CNCU al CESE, Comitato europeo economico e sociale. Ha ricordato che il Commissario Europeo alla tutela dei consumatori John Dalli ha presentato qualche giorno fa l’Agenda del consumatore europeo che si pone 4 obiettivi principali: migliorare la sicurezza di beni e servizi, aumentare l’informazione dei consumatore, migliorare i sistemi di riparazione ed allineare la politica di protezione del consumatore ai cambiamenti intervenuti nella società adattando per esempio il diritto del consumo all’età digitale.

Si tratta di passi avanti importanti in Europa, ma non mancano le criticità. Una su tutte la class action europea: “Dalli ha detto che la si sta ancora studiando, ma ormai è tempo per avere una norma snella ed efficace – ha detto Longo – Anche a livello europeo ci sono ritardi causati dalle lobby, ma c’è un altro ostacolo ed è quella filosofia di fondo che considera il consumatore sempre e comunque in funzione del mercato unico. Questo approccio pone molti paletti ad una vera protezione del consumatore e, in alcuni casi, abbassa alcune tutele già esistenti”.

Infine, un’ultima nota dolente: il deficit di rappresentanza dei consumatori italiani in Europa. “Al momento come interlocutore c’è solo il Beuc, dove è rappresentata soltanto un’Associazione italiana. Questo è un deficit nostro e dobbiamo recuperare presto”.

Tanti ancora i temi affrontati nella mattinata: dalla divisione del consumerismo italiano, che a volte ne ha ostacolato la crescita a volte ne è stata la spinta, al nuovo concetto di consumo sostenibile. “In Italia parliamo tanto di crescita, ma dobbiamo intenderci su quale tipo di crescita vogliamo – ha concluso Furio Truzzi, Vicepresidente di Assoutenti – Noi sosteniamo una visione critica di questo modello di consumo che abbiamo vissuto fin’ora. Dobbiamo andare verso una crescita sostenibile che guardi ai consumi collettivi oltre che a quelli individuali. L’individuo va tutelato socialmente. Per questo al primo posto delle nostre rivendicazioni abbiamo messo la questione fiscale: dobbiamo eliminare le troppe maglie dell’attuale tassazione”.

Assoutenti chiede esplicitamente di ripartire da un nuovo patto fiscale più equo, che metta in moto un meccanismo di conflitto di interessi vantaggioso per il fisco e per il cittadino ai danni del disonesto. A tal proposito il Presidente Mario Finzi ha consegnato il premio per merito al direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera per il rinnovato impegno dell’istituzione in nome dell’equità fiscale.    

Assoutenti ha premiato anche Don Andrea Gallo per il suo impegno contro l’emarginazione e le dipendenze. Fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova è da sempre in prima fila per aiutare i più deboli e per le battaglie d’avanguardia nell’affermazione delle libertà e dei diritti civili. Infine, un riconoscimento è stato dato anche al fondatore e anima di Assoutenti, Giuseppe Scrofina, per trent’anni di pensiero consumerista.

di Antonella Giordano

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