Bocconi, quote rosa fanno bene alla politica

La presenza delle quote si è accompagnata a un aumento della qualità media (istruzione) dei politici eletti, non solo perché tra gli eletti sono aumentate le donne, che mediamente sono più istruite degli uomini, ma anche perché sono diminuiti gli uomini con basso livello di istruzione. In altri termini la presenza di donne tra i candidati ha portato a un aumento del numero di donne elette, che hanno sostituito gli uomini meno istruiti. E’ la conclusione cui giungono 4 docenti dell’Università Bocconi in un paper nel quale hanno stimato l’impatto dell’introduzione di quote di rappresentanza di genere sulla qualità dei politici locali italiani. Punto di partenza è la legge 81 del 1993, secondo la quale nessun genere poteva rappresentare più dei 2/3 dei candidati totali nelle liste elettorali comunali. La legge fu abolita inaspettatamente nel 1995 perché dichiarata incostituzionale. Poiché le elezioni avvengono ogni 5 anni, non tutti i comuni votarono nel periodo 1993-1995 in cui la legge era in vigore cosicchè sono stati identificati due gruppi: il gruppo di trattamento rappresentato dai comuni che hanno votato secondo la legge 81, e il gruppo di controllo che include gli altri. Il risultato non lascia spazio a dubbi: le quote rosa fanno bene alla politica.

Per approfondire, clicca qui

Comments are closed.