Ceta, Movimento Consumatori: “Se ne occupi il nuovo Parlamento”

Il Ceta va mandato “in letargo”. L’accordo economico e commerciale fra Canada e Unione europea, che deve essere ratificato dal Senato, richiede un ampio dibattito e dunque va discusso nella prossima legislatura, dal nuovo Parlamento. Torna alla carica la mobilitazione di ampi settore della società civile nei confronti del trattato di libero scambio, entrato in vigore via in provvisoria a settembre di quest’anno e in attesa di ratifica da parte del Senato. Oggi si svolgerà a Roma l’iniziativa “Ceta: impatti e implicazioni per occupazione e ambiente”.

L’incontro è promosso dalla Cgil, insieme a Coldiretti, Arci, Greenpeace, Legambiente, Fairwatch, fondazione Univerde, Adusbef, Federconsumatori, Movimento Consumatori, e in collaborazione con l’intergruppo parlamentare No Ceta e la campagna Stop TTIP Italia (appuntamento alle 14.30, presso l’istituto di Santa Maria in Aquiro, piazza Capranica 72, Roma). Dalla campagna Stop TTIP, mobilitata contro l’accordo economico e commerciale fra Ue e Canada (e l’omologo TTIP Ue-Usa) hanno fatto sapere nei giorni scorsi che “governo e maggioranza hanno intenzione di tornare alla carica con un ultimo blitz al Senato, per ottenere la ratifica del Ceta. L’accordo UE-Canada, finora respinto dalla Campagna Stop TTIP Italia insieme a Coldiretti, CGIL, Greenpeace, Legambiente e più di 200 organizzazioni della società civile,  deve essere bloccato anche questa volta con l’aiuto di tutti. Le pressioni dei cittadini, mobilitati ormai da anni contro TTIP e Ceta, hanno contribuito a ribaltare il dibattito nazionale ed europeo sui trattati di libero scambio, sollevando un’ondata di proteste che hanno di fatto rallentato la corsa di governi e istituzioni comunitarie”. Si è formato anche un intergruppo parlamentare No Ceta che riunisce un centinaio di deputati e senatori. “Ora che siamo alle battute finali della legislatura, – dicono dalla campagna Stop-TTIP – non è accettabile che la ratifica dell’accordo UE-Canada, slittata già due volte grazie alle mobilitazioni, venga votata senza un’ampia discussione pubblica”. L’obiettivo dell’evento di oggi è dunque quello di sollecitare Palazzo Madama a “mandare il Ceta in letargo”.

Il confronto verrà introdotto dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, e dal presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo. Interverranno Giuseppe Onufrio (Greenpeace), Elio Lannutti (Adusbef), Alessandro Mostaccio (Movimento Consumatori) e Tatiana Della Carità (Federconsumatori).

“A poche settimane dallo scioglimento delle Camere – spiega Alessandro Mostaccio, segretario generale MC – riteniamo che ratificare il Ceta sia compito del Parlamento che uscirà eletto dalle prossime elezioni. Dare il via libera a un trattato di liberalizzazione non è un ‘atto dovuto’, confondibile con l’ordinaria attività legislativa. E’ un passaggio culturale importante e denso di conseguenze occupazionali, economiche e culturali, cui le assemblee legislative devono dedicare la giusta attenzione e i doverosi approfondimenti, senza confonderlo con uno dei tanti ‘imperativi europei’ come ‘l’Europa lo vuole’. Il Ceta non è ineluttabile. E’ nella disponibilità del Parlamento italiano votarlo o meno. Riteniamo però – prosegue Mostaccio – che la sua approvazione debba entrare nell’agenda elettorale, portando concretezza e visione strategica internazionale in una ‘disputa’ che troppo spesso si ferma su temi fortemente emotivi che lasciano libere le forze politiche di non compromettersi nell’affermare che tipo di sviluppo economico hanno in mente, quali relazioni tra i popoli e soprattutto che modello di giustizia sociale propugnano”.

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