Cittadinanza, l’Italia sono anch’io: è una riforma a costo zero

È ora di cambiare la legge sulla cittadinanza, perché questa è una riforma a costo zero che può ampliare la coesione sociale senza aggravi di spesa. È il monito che arriva oggi dalla Conferenza nazionale per la Cittadinanza, che si è svolta presso l’Auletta dei Gruppi Parlamentari, alla presenza del presidente della Camera Gianfranco Fini e del ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi. L’iniziativa è organizzata dai promotori della campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”, che lo scorso 6 marzo hanno consegnato alla Camera oltre duecentomila firme per riformare l’accesso alla cittadinanza e il diritto di voto per gli stranieri stabilmente residenti.

E proprio oggi il presidente Fini ha annunciato l’avvenuta calendarizzazione delle due proposte per il mese di giugno in corso. “La conferenza dei capigruppo, su iniziativa del presidente della Camera, ha calendarizzato per l’ultima settimana di giugno l’esame delle legge sulla cittadinanza – ha annunciato Fini – È già un fatto significativo, ogni forza politica sarà posta di fronte alla propria responsabilità e potrà appoggiare o meno la modifica”.

Quella della cittadinanza “è forse l’unica riforma in grado oggi di allargare la coesione sociale senza alcun aggravio di spesa per lo Stato. Non c’è in questo caso l’alibi della spending review. Non c’è nessun motivo se non ideologico per dire di no al riconoscimento della cittadinanza per i figli di stranieri che nascono in Italia”: è quanto ha detto il presidente delle Acli Andrea Olivero intervenendo questa mattina alla Conferenza.

“Noi associazioni abbiamo fatto la nostra parte – ha detto il presidente delle Acli – Ora sta al Parlamento fare la sua. Stiamo offrendo alla politica la grande occasione di riaffermare il suo primato, ristabilendo un contatto con la realtà e aprendo un respiro di futuro sul nostro Paese”. La riforma è “assolutamente ragionevole”, ha proseguito Olivero, considerato che ci sono in Italia circa un milione di minori con cittadinanza straniera ma regolarmente residenti.

Il tema riguarda in modo evidente le seconde generazioni di immigrati e i bambini nati all’estero ma arrivati prestissimo in Italia, che qui compiono e hanno compiuto l’intero percorso educativo e scolastico, che qui vivono e che parlano l’italiano ma che rischiano di essere stranieri in terra natìa.

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