Commissione UE su tappe future: Italia ok sui conti, male sistema scolastico

Crescita e occupazione, oltre che stabilità finanziaria. Sono questi gli ambiti del pacchetto di raccomandazioni adottato oggi dalla Commissione Europea; un pacchetto formato da 27 raccomandazioni specifiche per ogni Stato membro, una raccomandazione per l’intera zona euro e i risultati degli esami approfonditi avviati a febbraio 2012 per 12 Stati membri considerati a rischio di squilibri macroeconomici. Tra questi Paesi c’è l’Italia che, secondo la Commissione, ha risposto in maniera “ampia” e “determinata” all’esigenza di mettere in sicurezza i conti pubblici e affrontare le sue debolezze strutturali, ma ora è cruciale la “corretta implementazione” delle riforme.

La lotta all’evasione fiscale richiede “ulteriori, risolute azioni” e resta una “sfida chiave” per l’Italia, insieme a quella della disoccupazione giovanile. Troppo elevato, nel nostro Paese, il livello di disoccupazione delle donne, oltre che dei giovani. Resta aperta la piaga del lavoro nero. “Insoddisfacente” è inoltre la qualità del sistema scolastico e formativo nazionale. Il “dualismo” esistente tra Nord e Sud resta fonte di “preoccupazione”. L’Italia deve “applicare pienamente l’ambiziosa strategia di consolidamento dei conti pubblici” messa in campo.

Allargando di nuovo il campo a tutta l’Europa, la disoccupazione resta un problema grave e, anche se non esiste una soluzione rapida, occorre intervenire immediatamente per aumentare la produttività e conciliare meglio le competenze e la formazione con le esigenze del mercato del lavoro. Molti Stati membri hanno intrapreso profonde riforme strutturali, tra cui quelle dei loro mercati occupazionali, ma è necessaria  un’azione nettamente più estesa in tutta l’UE per liberare il potenziale di crescita, creare opportunità di sviluppo dell’attività imprenditoriale e sfruttare il potenziale di occupazione dei servizi, dell’energia e dell’economia digitale.

La Commissione ha anche indicato le principali tappe verso un’unione economica e monetaria a tutti gli effetti, comprendente un’unione bancaria: vigilanza finanziaria della zona euro e garanzie sui depositi per tutta la zona euro. Questo processo dovrà tener conto di questioni giuridiche quali le modifiche del trattato e le modifiche costituzionali, conferendo nel contempo legittimità democratica e responsabilità alle prossime tappe verso l’integrazione.

Il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso ha dichiarato: “Oggi la Commissione ha preso decisioni importanti definendo le ulteriori misure che devono essere adottate a livello nazionale, dai singoli Stati membri, e a livello di UE per migliorare la nostra competitività, dare impulso a crescita e occupazione e rafforzare in modo sostanziale la nostra unione economica e monetaria. Queste decisioni riflettono il ruolo centrale della Commissione nella governance economica dell’Europa. Pur essendo modulate in funzione della situazione di ciascuno Stato membro, le nostre raccomandazioni fanno parte di un approccio coerente volto a riequilibrare l’economia europea. Abbiamo fatto buoni progressi: la situazione delle finanze pubbliche inizia a migliorare e si sta cominciando a correggere gli squilibri. La direzione da seguire è chiara. Ora dobbiamo moltiplicare gli sforzi, a livello nazionale ed europeo, per agire in modo più rapido e efficace”.

 

 

 

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